Il Grande Fratello finisce ancora una volta al centro delle polemiche. Stavolta, però, non per le dinamiche nella Casa più spiata d’Italia o per le liti tra concorrenti, ma per un’accusa che rischia di incrinare la credibilità stessa del reality di Canale 5: il televoto sarebbe manipolato e privo di reale influenza sulle decisioni del programma. È questa la tesi sostenuta dal Codacons, che ha presentato un esposto penale presso la Procura della Repubblica di Milano ipotizzando il reato di truffa aggravata ai danni dei telespettatori.

Secondo quanto riportato dall’associazione dei consumatori, il pubblico, pagando per esprimere la propria preferenza tramite sms o altre modalità, sarebbe convinto di poter influenzare realmente l’andamento del gioco, quando invece le scelte sarebbero pilotate da logiche interne e da condizionamenti esterni come quelli dei cosiddetti “fandom tossici”, gruppi organizzati di sostenitori di determinati concorrenti.

La miccia che ha fatto esplodere la polemica è stata un’intervista rilasciata da Alfonso Signorini a Striscia la Notizia, in cui lo stesso conduttore ha ammesso: «Capisco che il pubblico si senta preso in giro, ma il problema non è mio, è dell’azienda, di chi produce il programma e degli autori». Signorini ha puntato il dito contro l’influenza dei fan club che, con votazioni di massa, altererebbero l’equilibrio del televoto rendendolo poco rappresentativo. Il conduttore ha anche auspicato l’abolizione del voto via social, proponendo di mantenere solo quello tramite sms.

Parole che non hanno lasciato indifferente il Codacons. Nell’esposto firmato dagli avvocati Giuseppe Ursini e Aldo Azzaro si legge: «Il televoto è da sempre presentato come lo strumento con cui i telespettatori possono decidere chi eliminare e chi salvare. Ma se l’esito finale è condizionato da logiche interne o da fandom organizzati, allora siamo di fronte a un meccanismo ingannevole, con danno economico per chi spende denaro per esprimere una preferenza».

L’associazione denuncia un meccanismo “opaco e poco trasparente”, aggravato dal fatto che Mediaset – sempre secondo il Codacons – non avrebbe mai reso pubblico in modo dettagliato il regolamento ufficiale del televoto né i risultati delle singole sessioni di voto, nonostante una richiesta di accesso agli atti inoltrata già a gennaio.

Il caso si è amplificato con le critiche sui social riguardo alle recenti dinamiche del programma: alcuni spettatori accusano la produzione di aver favorito determinati concorrenti come Lorenzo Spolverato, ritenuto da una parte del pubblico “troppo protetto” nonostante segnalazioni di comportamenti scorretti. A ciò si aggiungono i malumori per l’eliminazione e il successivo rientro di alcuni concorrenti, sempre tramite televoto a pagamento.

Il Codacons chiede ora alla Procura di Milano di aprire un’indagine per accertare eventuali responsabilità. Se dovesse emergere che le votazioni a pagamento non hanno reale incidenza sull’esito del gioco, il reato ipotizzato sarebbe quello di truffa aggravata ai danni dei consumatori. «La trasparenza deve essere garantita – afferma l’avvocato Chiara Fedeli del Codacons – anche per rispetto verso un pubblico che paga per un servizio che deve essere equo e verificabile».

Dal canto suo, Mediaset mantiene per ora il silenzio. Nessun commento ufficiale nemmeno da Endemol Shine Italy, la casa di produzione del reality. E mentre la vicenda finisce sotto i riflettori della magistratura, resta aperta una domanda: il pubblico è davvero protagonista del Grande Fratello o solo spettatore inconsapevole di un copione già scritto?