Fondi russi alla Lega, Savoini non risponde ai giudici

E’ terminato l’interrogatorio del leghista presidente dell'associazione LombardiaRussia - indagato per corruzione internazionale - che ha preferito non rispondere davanti ai togati milanesi

di Redazione
lunedì 15 luglio 2019
19:07
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Vladimir Putin e Gianluca Savoini
Vladimir Putin e Gianluca Savoini

E’ durato meno di un’ora l'interrogatorio di fronte ai pm di Milano di Gianluca Savoini, il leghista presidente dell'associazione LombardiaRussia indagato per corruzione internazionale nell'inchiesta su presunti fondi russi alla Lega attraverso una compravendita di petrolio a prezzo scontato. Il faccia a faccia tra Savoini e i pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro si è tenuto in una sede esterna al Palazzo di Giustizia di Milano dove il presidente dell'associazione LombardiaRussia ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

 

L'invito a comparire era stato notificato questa mattina all'avvocato d'ufficio dell’ex portavoce di Matteo Salvini, che nel frattempo ha nominato un legale di fiducia.

Ancora prima si era tenuto un lungo vertice tra pm nell'ufficio del procuratore aggiunto di Milano Fabio De Pasquale per fare il punto sull'inchiesta per corruzione internazionale sulla presunta compravendita di petrolio per far arrivare fondi russi alla Lega. L'indagine è nata dall'audio di un incontro all'hotel Metropol di Mosca condiviso sul sito di Buzzfeed news.

Savoini, assieme ad altri due italiani e a tre russi, era presente all'hotel di Mosca per la presunta trattativa per far arrivare 65 milioni di dollari al Carroccio.

 

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