Coronavirus anche per corrispondenza? Preoccupazione tra i postini

Psicosi e paura tra i portalettere per i quali il possibile contagio da merce a uomo rende indispensabili le necessarie contromisure

di Ilaria  Giampà
14 febbraio 2020
16:16
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Cresce la paura per migliaia di postini, al cui fianco si sono schierati i sindacati dopo aver appreso la notizia che il coronavirus sembrerebbe sopravvivere per 9 giorni sulle superfici potendo pertanto mietere altre vittime, anche se pare basti un normale disinfettante per eliminarlo.

E nel terrore che proprio dalle merci il virus possa infettare l’uomo, i sindacati hanno formulato nei confronti di Poste italiane una richiesta di prevenzione e di attuazione di misure a sostegno della sicurezza e dell’incolumità fisica dei lavoratori sui posti di lavoro, tenuto conto dello stato di massima allerta dichiarata persino dall’Organizzazione mondiale della sanità, «sollecitando l’Azienda a porre in essere ogni azione utile in materia di prevenzione all’interno dei centri postali e scali aereoportuali di transito e stoccaggio delle merci provenienti dai paesi coinvolti, a tutela e salvaguardia dell’incolumità fisica di tutti quei lavoratori chiamati alla movimentazione di oggetti a potenziale rischio contagio».

La scoperta che acciaio, vetro, plastica, sporcizia e umidità possano consentire la diffusione del coronavirus sta generando angoscia e terrore al punto tale da ritenere necessario dotare tutto il personale di guanti in lattice e mascherine e permettere ai lavoratori di lavarsi con detergenti a base di cloro o alcol, sia all’interno dei centri di smistamento, sia presso gli uffici con maggior flusso di persone.

Sull’onda della paura, che ha già causato la chiusura di diversi esercizi commerciali cinesi e cali di fatturato notevoli per moltissimi aziende sull’orlo del fallimento, i giganti dell’e-commerce come Alibaba, Meituan Dianping stanno lanciando un servizio di consegna in luoghi concordati, senza che i fattorini interagiscano con il destinatario, e insieme ad Amazon cercheranno di promuovere il più possibile il servizio di consegna con i droni, puntando sempre più sull’intelligenza artificiale e i robot per far recapitare agli utenti i prodotti acquistati.

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