Concorsone Regione Campania: dove sono finiti i risultati?

A distanza di più di due mesi dall’inizio della selezione la Formez Pa non ha ancora pubblicato i risultati dei test preselettivi per l'assunzione a tempo indeterminato di 2.175 unità di personale

di Sonia Miceli
7 novembre 2019
18:34
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Sono ancora nel limbo i risultati del maxi concorsone indetto dalla Regione Campania per l'assunzione a tempo indeterminato di 2.175 unità di personale. Il primo step si è concluso a fine settembre presso gli 8 padiglioni della mostra d’Oltremare ma la Formez Pa, a distanza di più di 2 mesi dall’inizio della selezione pubblica, non ha pubblicato gli esiti delle prime prove preselettive. Una procedura che si prefiggeva l’obiettivo di essere trasparente e quanto mai snella e veloce. Ma così non è stato. Una lungaggine di tempi che non convince i 140mila candidati che hanno partecipato ai 17 giorni di prove e che sembra destare diversi sospetti sulla mancanza dei requisiti di trasparenza e legalità.

Tempi lunghi e procedure ferraginose

Tre settimane fa la Formez Pa aveva pubblicato un video sulla propria pagina social in cui effettuava l’apertura dei sigilli della stanza contenente le prove preselettive. Non sono mancate le polemiche quando il commissario dell’ente in house ha aperto una porta sigillata con del nastro adesivo (che dovrebbe garantire la sicurezza contro un eventuale scasso?). Da allora si è persa traccia delle correzioni. Durante una conferenza stampa tenutasi il 6 novembre, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, riferisce che sono terminate le correzioni delle prove relative alla categoria di concorso D e sono in corso di svolgimento le correzioni per la categoria C. Eppure questi risultati non sono stati ancora pubblicati e, cosa ancora più grave, tale procedura avrebbe dovuto essere pubblica ma, purtroppo, così non è stato. Sempre nel suo intervento, Vincenzo De Luca ha chiarito quali saranno i prossimi passaggi per ottenere i risultati del concorso Regione Campania. Le graduatorie dovranno passare per il Ripam prima dell’autorizzazione alla pubblicazione. Questo ulteriore step potrebbe richiedere altro tempo e per conoscere i risultati della sola prima fase preselettiva potrebbero ancora trascorrere settimane.

Dubbi sui  test preselettivi

Nonostante l’ente in house alla Presidenza del Consiglio stia ribadendo di operare «nel pieno rispetto delle regole e che nelle tempistiche e modalità del corso-concorso Ripam Campania si attiene, come sempre, alle procedure previste dalla legge», i malpensanti sembrano concentrarsi su un possibile «rimaneggiamento» delle prove che favorirebbe «i soliti raccomandati», tirando in ballo anche qualche dubbio su come si è svolto lo stesso concorso.

 

L’iscrizione al bando è stata chiusa l’8 agosto e i test preselettivi sono partiti già dai primi di settembre: davvero troppo poco il tempo per poter studiare. Ben 80 i quesiti a risposta multipla da svolgere in 80 minuti. Lo svolgimento delle preselettive, però, non a tutti è sembrato essere trasparente: il foglio dove annerire le caselle corrette e quello dei quiz - entrambi marcati da un barcode che gli stessi candidati devono apporre in sede d’esame - non vengono imbustati e sigillati ma sono ritirati “a mano” dagli steward che passano tra i banchi delle aule. «È’ facile scambiare quei fogli e imbustarli dove si vuole, magari scollando il codice a barre», dice qualcuno dei partecipanti. Per non parlare del «poco tempo a disposizione, impossibile svolgere tutti quei quesiti, se si arriva a 60 risposte annerite è già tanto», chiosa qualcun altro.

 

I più fortunati e meritevoli potranno accedere così alla prova scritta che – se superata – condurrà al terzo step in cui è previsto un anno di formazione retribuito (mille euro lordi) presso gli uffici della Regione Campania e poi ad un ulteriore e conclusiva prova orale che darà modo di accedere (finalmente) al tanto agognato posto fisso. Un iter selettivo quasi paragonabile ad un incarico alla Nasa. Per la successiva prova scritta andranno insediate delle apposite commissioni universitarie per ognuno dei 18 profili previsti dal bando. Anche queste andranno approvate prima che il loro lavoro possa iniziare. Insomma, prima di ritornare sui banchi i concorsisti dovranno attendere ancora molto tempo e sperare di arrivare alla fine del percorso. Possibilmente non nei tempi biblici su cui sembra viaggiare la Formez Pa.

 

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