Addio al magistrato Mario Sossi, fu rapito dalle Brigate Rosse nel 1974

La sua prigionia durò oltre un mese e terminò senza che venissero accettate le condizioni poste dai terroristi. Si è spento a Genova all’età di ottantasette anni 

di Redazione
6 dicembre 2019
17:41
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Mario Sossi nella foto diffusa dalle Br quando era tenuto prigioniero
Mario Sossi nella foto diffusa dalle Br quando era tenuto prigioniero

E' morto oggi a Genova all'età di 87 anni l'ex magistrato e politico Mario Sossi. Nato il 6 febbraio del 1932 a Imperia, l’ex giudice si è spento all’età di ottantasette anni. Pubblico ministero nel processo al "Gruppo XXII Ottobre", Sossi fu vittima di un sequestro delle Brigate Rosse avvenuto nel capoluogo genovese il 18 aprile del 1974. La sua prigionia durò oltre un mese, fino al 23 maggio dello stesso anno. La cerimonia funebre si terrà nella parrocchia di Nostra Signora del Rosario lunedì 9 dicembre.

 

Il sequestro 

Mario Sossi venne rapito la sera del 18 aprile 1974 al suo rientro a casa in via Forte San Giuliano a Genova: l'ex giudice fu colpito e caricato su un'Autobianchi A112 guidata da Alberto Franceschini, seguito da Mara Cagol su una Fiat 128. Dichiarò in una intervista che a seguito della sparatoria, l'auto su cui si trovava, incatenato dentro ad un sacco, andò a sbattere contro un albero. Fu in quell'occasione che si procurò l'ecchimosi evidente nelle prime foto diffuse dalle Br.  Le Brigate Rosse chiesero per la sua liberazione come contropartita la liberazione di otto terroristi del Gruppo XXII Ottobre e il loro trasporto in un paese amico, ma i paesi considerati potenziali benevoli ospitanti declinarono tutti l'asilo politico, prima Cuba, Algeria e Corea del Nord. 

 

La Corte d'assise d'appello di Genova il 20 maggio 1974 diede parere favorevole alla libertà provvisoria, ma il Procuratore generale presso la Corte d'appello di Genova Francesco Coco si rifiutò di controfirmare l'ordinanza di scarcerazione e presentò ricorso in Cassazione. Due anni dopo il procuratore Francesco Coco fu assassinato a Genova l'8 giugno 1976, insieme a due uomini della scorta, dalle BR, come "rappresaglia". Alla fine il giudice venne liberato senza che le condizioni poste dai terroristi venissero accettate. Dopo un mese di prigionia, Sossi raggiunse Genova in treno e si presentò a una caserma della Guardia di finanza senza che nessuno fosse al corrente della sua liberazione. A seguire tornò alla procura presso il tribunale e ancora dopo prestò servizio anche alla Procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Genova e in Corte di Cassazione a Roma come presidente di sezione.

 

Nel 2007, dopo la pensione, Sossi si candidò al Consiglio comunale di Genova con Alleanza Nazionale e fu primo dei non eletti; nel 2009 si candidò alle elezioni europee da indipendente nella lista di Forza Nuova.

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