M5S, riorganizzazione in atto: addio alla regola dei due mandati?

Il ministro Luigi Di Maio presenta il “mandato zero” per i consiglieri che potranno così ricandidarsi. Il meccanismo non sarà attuabile, però, per i sindaci. Le novità al vaglio degli iscritti alla piattaforma Rousseau che saranno chiamati a votarle 

di Redazione
lunedì 22 luglio 2019
17:38
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Continua la rivoluzione organizzativa del Movimento5Stelle. Stop al tetto dei due mandati per i consiglieri comunali M5S e apertura alle liste civiche. Queste le ultime due proposte che Luigi Di Maio ha illustrato in un video pubblicato sul Blog delle Stelle. Due progetti sui quali saranno chiamati a votare gli iscritti alla piattaforma Rousseau, il 25 e 26 luglio, nel corso dell'assemblea annuale. La prima novità illustrata da Di Maio ai suoi sostenitori riguarda l’introduzione di un ‘mandato zero’ per i consiglieri comunali e per i consiglieri di municipio. Ovvero si dirà addio alla cosiddetta regola dei due mandati. Sostanzialmente, se un consigliere decide alla fine del suo mandato di ricandidarsi, la prima legislatura portata a termine viene considerata nulla, ‘mandato zero’.  

 

Un meccanismo che non potrà essere utilizzato dai sindaci perché, chiarisce Di Maio nel suo video, «stiamo parlando comunque di persone che o gestiscono potere e prendono uno stipendio pieno o, in ogni caso, gestiscono potere». Un altro tema caro al ministro, e sul quale saranno chiamati a votare gli iscritti alla piattaforma Rousseau, riguarda la possibilità di allearsi con liste civiche: «Io non credo - afferma - che si possano sbloccare le coalizioni con le liste civiche in tutta Italia, secondo me non siamo ancora pronti. Ma allo stesso tempo possiamo avviare delle sperimentazioni  - continua il leader del M5S - su quei territori dove per anni abbiamo lavorato fianco a fianco con dei movimenti, con delle associazioni, con dei comitati, persone che conosciamo da sempre, con cui abbiamo condiviso valori».

«Io vi propongo – spiega Di Maio - di votare la possibilità di sperimentare. Possiamo provarle in qualche elezione regionale dei prossimi mesi, o in qualche elezione comunale. E ovviamene sarà mia cura - sottolinea -  fare in modo che siano delle vere liste civiche con una storia di partecipazione insieme».

«Non mi sfugge - chiarisce e conclude il capo politico del Movimento - che spesso siano serbatoi di voti che nascono due mesi prima del voto e poi scompaiono, ma se abbiamo lavorato fianco a fianco con un comitato, un movimento per anni ha senso poi candidarsi gli uni contro gli altri?».

 

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