LaC Europa, paradigma di un Sud che può farcela e che può sfidare il Paese e il mondo

LaC ha vinto confrontandosi e superando competitor di livello europeo. Il nostro network dovrà raccontare l’andamento della spesa comunitaria in tre regioni. Un processo di comunicazione teso a far comprendere quanto l’Europa sia fondamentale nella nostra vita, nella crescita delle nostre regioni e, dunque, della nostra la Calabria. Il successo del nostro gruppo in relazione a questo traguardo ci riempie di orgoglio e responsabilità. LaC, in fondo, è il paradigma della narrazione che  ci accingiamo a fare per conto dell’istituzione europea

di Pasquale Motta
sabato 23 febbraio 2019
16:55
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Europa
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Oggi vorrei parlare di noi, del nostro network che, insieme al gruppo Pubbliemme, approda in Europa. Si, lo avete letto nelle scorse ore, parte la LaC Europa. Il nostro network, infatti, è uno dei vincitori della call media della Direzione generale politiche regionali della Commissione Europea dedicata alla comunicazione delle politiche di coesione. Gli altri vincitori del bando sono network nazionali di assoluto prestigio. I bandi di emanazione diretta della Comunità Europea non sono bandi facili da vincere. La selezione viene effettuata dalla commissione europea e si devono rispettare  rigorosi parametri numerici e qualitativi. Insomma, a quel livello, vincono numeri e qualità. A quelle latitudini, infatti, l’intermediazione politica è pari a allo zero.

 

LaC ha vinto confrontandosi e superando competitor di livello europeo. Il nostro network dovrà raccontare l’andamento della spesa comunitaria in tre regioni. Un processo di comunicazione teso a far comprendere quanto l’Europa sia fondamentale nella nostra vita, nella crescita delle nostre regioni e, dunque, della nostra la Calabria. Il progetto serve a stabilire una connessione positiva con l’immaginario collettivo e l’istituzione comunità europea.

 

Un compito difficile, ma esaltante. Bisognerà infatti, provare a invertire nella gente la percezione negativa del concetto di Europa, nel contesto di un'epoca,  nella quale, la credibilità e il rispetto per questa fondamentale istituzione, è stata demolita dalla retorica populista e antieuropea di questa fase.

Eppure all’Europa sono legati tanti fenomeni sociali di riscatto e di crescita di nazioni, territori, persone, aziende. Si ignora magari,  che il piccolo fornaio del più sperduto villaggio del Sud, sia riuscito a modernizzare la propria attività artigianale grazie ai fondi pubblici targati Europa. E magari, pochi sanno che  quei fondi targati Europa, hanno dato la possibilità al piccolo allevatore della più sperduta landa calabrese di trasformare quell’attività in una moderna azienda industriale. Oppure che, i fondi europei, hanno consentito al pastore del più isolato angolo del Pollino, di usufruire della banda larga, strumento con il quale può commercializzare il suo prodotto in tutto il mondo. Dietro a tante storie di questo tipo,  piccole o grandi che siano, c’è l’Europa, la sua politica comunitaria di coesione.

 

LaC, dunque, è stata scelta per fare questa narrazione in tre regioni, la Calabria, la Basilicata e la Sicilia. Il nostro network racconterà la trasformazione di tante vite di individui, di territori, di aziende, grazie appunto, ai fondi provenienti dall’Europa. E, tutto ciò, dovrà servire a far comprendere all’opinione pubblica che l’Europa è molto più vicina al  destino delle nostre vite di quanto noi crediamo o percepiamo. Il successo del nostro gruppo in relazione a questo traguardo, dunque,  ci riempie di orgoglio e responsabilità. LaC, in fondo, è il paradigma della narrazione che  ci accingiamo a fare per conto dell’istituzione Europa.

 

Quando il nostro editore e il suo gruppo ha rilevato l’azienda editoriale televisiva Rete Kalabria, con relativi debiti e personale, dichiarata fallita poco tempo fa, in molti, nella nostra regione, scommettevano sulla sua rovina. E, invece, dall’ultima e più povera regione d’Europa, in solo 5 anni, è venuto fuori un moderno e innovativo network che oggi è in grado di competere e vincere su i colossi italiani ed europei della comunicazione. Un traguardo importante che, secondo la filosofia del nostro giovane editore e di tutto il network, dovrà velocemente essere trasformato in un punto di partenza.

 

Ecco, il nostro paradigma, rappresenta la speranza per la nostra terra. Il futuro del sud. E ciò,  nonostante ogni giorni siamo costretti a raccontare di una politica che contrasta invece di spingere, di imprenditori che predano invece di dare, di una burocrazia che blocca invece di far crescere, eppure, siamo convinti che alla fine saranno i paradigma positivi che prevarranno su quelli negativi. E noi dentro questo schema li cominceremo a raccontare e dimostreremo che l’Europa non è lontana dal tentativo di riscatto del Sud, anzi, potrebbe diventare il mezzo fondamentale per questo riscatto.  E in tal senso, proprio le parole del nostro editore, Domenico Maduli, a commento di questa nuova ed esaltante impresa, ci vengono incontro: «Non possiamo non dirci profondamente, intimamente europei». Parole che potrebbero rivelarsi profetiche se si comprende che l’Europa potrà essere  la chiave di volta per il decollo della Calabria e del Sud. E, infine, permettetemi una disgressione sentimentale e personale; insieme ad alcuni colleghi sono stato tra quelli che hanno condiviso fin dall’inizio la sfida del nostro network e fin dall’inizio ho creduto nelle potenzialità del lavoro messo in campo dal nostro editore e dal nostro gruppo.

 

Questo risultato dunque lo sentiamo profondamente nostro, lo sento profondamente mio.  E’ la prova sul campo che, anche da questa Calabria, si possono vincere delle sfide globali. Il nostro network è un modello di efficienza e di innovazione, come tutte le aziende è sottoposto alle dure leggi del mercato, abbiamo lavorato e continueremo a lavorare duramente e, nonostante ciò, all’interno del nostro network, la dura legge del mercato cammina parallelamente al forte senso di grande umanità che contraddistingue le relazioni tra dipendenti e  management. E, credetemi, in un mondo di cinismo dilagante, questa umanità rappresenta un grande patrimonio morale. Ora proseguiamo nel nostro cammino, da questo nuovo punto di partenza, statene certi, nei prossimi mesi, ne vedrete delle belle e assisterete a tante sorprese ancora.

 

Pasquale Motta

Direttore lacnews24.it 

 

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Pasquale Motta
Giornalista
A questa noiosa e ipocrita lagna del clero, sulla famiglia, rispondo con una citazione di Ronald David Laing, un noto psichiatra inglese:”La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.” Da dirigente comunista e diessino, sono stato un fedele soldato del Politìchesckij Bjurò ora da democratico, nell’era del “pensiero leggero”, sono un anarchico, controcorrente e provocatore. Mi stanno sulle balle,  i pomposi intellettuali post-comunisti, peggio se, con la puzza sotto il naso. Sono freddo e passionale, rosso e nero. Non mi fido delle tonache; nere, rosse, giudiziarie o clericali. Bigotti, puritani e moralisti li darei volentieri in pasto al “gorilla” di De Andrè, ai razzisti  farei fare un’esperienza in quei campi con la scritta: “il lavoro rende liberi”. Presuntuoso? Può darsi! Rompicoglioni! Certo! Se parlo, conosco, se non conosco, sto zitto! Per dirla come  Theodor W. Adorno:  “La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta. Amo questa frase di Vittorio Foa: “il sogno può accompaganre la vita ma non deve determinarla. Quando scegli non devi sognare, tu sei responsabile”. Caratterialmente mi si addice questa citazione frase di  Winston Leonard Spencer Churchill: “Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, nei campii nelle strade e nelle montagne. Non ci arrende­remo mai…”

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