“Rosa” al tramonto: i vini di Cirò protagonisti al Porto di Tropea

L’altra faccia del Gaglioppo. Identità e territorio nell’incontro che la giornalista enogastronomica Alessandra Molinaro animerà domenica 14 a partire dalle ore 19 sulla terrazza del Marina yacht club resort

di Monica La Torre
mercoledì 10 luglio 2019
13:35
431 condivisioni

La marcia convinta dei vini di Calabria verso l’affermazione definitiva nel panorama delle etichette che contano, si arricchisce di un’altra tappa di grande raffinatezza, dedicata al mondo dei rosati (anzi, “dei rosa”, come si preferisce definirli tra addetti ai lavori): la vinificazione che ha aggiunto al panorama del Cirò quell’allure elegante, mondana, intensa e profumata tipica dei terroir maturi.

Gaglioppo e tramonto

“L’altra faccia del Gaglioppo – identità e territorio nei vini rosa di Cirò” è difatti il titolo dell’incontro che la giornalista enogastronomica Alessandra Molinaro animerà domenica 14, a partire dalle ore 19, nella terrazza del Marina Yacht Club Resort del Porto di Tropea. Lezione - degustazione al tramonto, sui frutti di una terra nobile che si racconterà affacciata sul mare, con dovizia di particolari e di bicchieri. Un evento che renderà giustizia all’ora magica in cui le vele rientrano al Porto, le ombre si allungano, e l'omaggio ad un’etichetta degna di questo nome acquista il sapore unico delle estati quelle belle, vissute nei posti giusti e nei momenti giusti.

Le etichette 

I rosa protagonisti della degustazione (aperitivo in prima battuta, cena degustazione in seconda), saranno Rosaneti Metodo Classico Librandi, Cirò Rosato Tenuta del Conte, Cirò Rosè Calabretta, Marinetto Sergio Arcuri. In cucina, insieme al resident chef Domenico Melluso, il sommelier Alessio Argento, animatore dell’iniziativa. Insieme, proporranno la loro interpretazione dello splendido chilometro zero di cui gode la Costa degli Dei. 

 

Il patto del Rosè

L’evento mondano dedicato dalla Porto di Tropea SpA al mondo dei rosa, si iscrive nella scia tematica aperta dalla sottoscrizione del “Patto del Rosé”, siglata dal Consorzio Vini Cirò e Melissa nel 2018, durante il Merano Wine Festival, per opera del presidente Raffaele Librandi. Un evento significativo nella storia recente della vinificazione calabrese, sorta di dichiarazione d’intenti tra grandi produttori, grazie al quale le nostre etichette agiscono di concerto con i Consorzi di tutela del Chiaretto di Bardolino, del Valtènesi, del Cerasuolo d'Abruzzo, del Castel del Monte, del Salice Salentino, per valorizzare il vino rosa autoctono e portare nel mondo uno stile italiano del rosé. Già a suo tempo il presidente Librandi aveva avuto modo di sottolineare come entrare nel Patto del Rosé con gli altri cinque consorzi significasse «valorizzare ulteriormente il Cirò e il suo patrimonio storico-culturale di grande valore. Basti pensare che viene considerato uno dei più antichi vini al mondo, già prodotto quando Cirò era una colonia greca ed era conosciuta come Cremissa». Appuntamento dunque domenica 14, con il rosato cirotano, ottenuto da uve Gaglioppo nella Doc compresa tra Cirò, Cirò Marina, Crucoli e Melissa. Un omaggio al vino greco, diretto discendente di quel Krimisa offerto ai vincitori dei Giochi Olimpici, e perfetta espressione di uno dei territori maggiormente vocati al vino di tutto il Mediterraneo. Informazioni e prenotazioni al 328 715 4866. 

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Monica La Torre
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  
Lacnews24.it
X

guarda i nostri live stream

Iscriviti alla newsletter

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti: