L’Ue impone di pagare l’Iva dal 2014, autoscuole in rivolta anche in Calabria

VIDEO | Secondo la normativa europea le scuole guida non possono essere considerate enti di formazione di cultura e pertanto non hanno più diritto all’esenzione

di Agostino Pantano
17 settembre 2019
18:23
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Chi insegna lo fa parlando a chi sta seduto tra i banchi, e chi apprende ha bisogno come tutti gli studenti anche dei libri. La scuola guida italiana, però, dal marzo scorso - per via di una risoluzione della Corte europea - non può essere considerata un ente di formazione di cultura e, per questo, non ha più diritto all’esenzione del pagamento dell’Iva. Ora la deve imporre ai clienti, con un’aliquota del 22%, e si prevede un caro patenti molto salato. Le stime parlano di un’impennata da 750 euro a mille euro, però la questione non è solo economica ma è anche di principio. «Non è concepibile - evidenzia Franco Ciliberto, di un’autoscuola di Tropea - che venga chiesto ad un ragazzo di 18 anni di pagare oltremisura per imparare norme e sicurezza sulla strada. La nostra è formazione a tutti gli effetti».

 

La beffa salata è doppia per le aziende. La rivoluzione voluta a Bruxelles - che equipara le scuole europee e in Italia taglia la funzione sociale che prima era incoraggiata - è stata interpretata per il futuro e per il passato. Le aziende rischiano il salasso perché non potendo pretendere dai corsisti i pagamenti prima non dovuti, si trovano a dover versare la vecchia Iva. «L’Agenzia delle entrate, come beffa, ci ha chiesto non solo il versamento dell’Iva dal 2 settembre in poi, e va bene, si fa per dire; ci ha chiesto di pagarla anche per i cinque anni precedenti, dal 2014 ad oggi».

 

Da qui nasce la protesta di questi giorni. A Tropea si sono già incontrati i gestori delle 25 autoscuole della provincia vibonese, per preparare assieme ai colleghi di tutta la regione l’adesione alla mobilitazione nazionale in programma per mercoledì 18 settembre a Roma. «Nella capitale ci sarà una manifestazione mai vista di tutte le autoscuole insieme, perché è troppo scriteriata, senza basi ed anche crudele - conclude Ciliberto - questa risoluzione europea».

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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