Tangenziale Est di Vibo, con i fondi arrivano anche nuove incognite

VIDEO | Arrivano i finanziamenti, riaprono i cantieri ma i dubbi sull'opera sotto sequestro rimangono a parere del segretario della Cgil e del presidente della Provincia 

di Agostino Pantano
martedì 10 settembre 2019
16:41
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L’ingresso del cantiere
L’ingresso del cantiere

Arrivano 8 milioni di euro per la messa in sicurezza del costone che sovrasta la Tangenziale Est di Vibo Valentia e, quindi, questa eterna incompiuta presto potrebbe uscire dal tunnel. «A dicembre faremo l’appalto – spiega a questo proposito Salvatore Solano, presidente della Provincia – e l’arteria potrebbe essere inaugurata nel 2021».

 

Solo che il cantiere chiuso è tuttora sotto sequestro e, come aggiunge il presidente, «bisogna trovare altri finanziamenti per i collegamenti tra la Tangenziale e le altre strade», per evitare il rischio che l’opera diventi una cattedrale nel deserto che ingolfa il traffico.

 

Un diverso auspicio è quello Abdel Ilha Afia, segretario della Fillea Cigl, che spera «che questo cantiere, che darà lavoro ad una cinquantina di addetti, non faccia la fine di quello aperto per l’ospedale», che procede a singhiozzo.

 

L’entusiasmo per l’arrivo dei fondi sbloccati dal ministero dell’Ambiente, quindi, si fonde al pragmatismo di chi - per questa strada finanziata nel lontano 1997, pure oggetto di inchieste anche per un sospetto danno erariale – sa che a Vibo Valentia è sempre meglio fare gli scongiuri.              

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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