Pensionati, la Uil rilancia la proposta di istituire il servizio civile per anziani attivi. Dal sostegno scolastico per i bambini, all'assistenza degli anziani più fragili, dal supporto alle persone senza fissa dimora fino a mansioni di raccolta e archivio nelle amministrazione pubbliche, sono tante le attività che secondo il sindacato i pensionati potrebbero svolgere per essere più inseriti nella società e per integrare le troppo basse pensioni.

«Ci dicono in tanti che si tratta di un'ottima proposta - ha dichiarato il segretario generale Uilp Carmelo Barbagallo a margine del consiglio regionale che si è riunito questa mattina nella sede di Lamezia Terme - ma nessuno è ancora intervenuto per l'attivazione di un tavolo in grado di offrire soluzioni utili ai pensionati».

Al centro del dibattito i temi della tutela della non autosufficienza, il sostegno ai caregiver e il miglioramento dei servizi sanitari per gli anziani. La Uil ha discusso inoltre di di riforma del fisco, inflazione e disuguaglianze, con particolare attenzione alle ricadute che queste problematiche hanno sulla popolazione più fragile.

All’iniziativa, hanno preso parte anche il segretario regionale Uilp Francesco De Biase e la segretaria Uil Calabria Mariaelena Senese. Con accenti diversi, i segretari Uil hanno ribadito la necessità di misure concrete per affrontare le criticità che penalizzano le persone anziane e i pensionati. «Occorre un impegno serio e costante delle istituzioni per garantire pensioni dignitose, un accesso equo alla sanità e un welfare più giusto e sostenibile» - è stato rimarcato nel corso dell'incontro.

«Il calo delle nascite è un problema che riguarda tutto il Paese - ha aggiunto Barbagallo - e che ha profondamente cambiato i consumi anche se alcune aziende non se ne sono accorte: più pannoloni e meno pannolini. Se non c'è un potere di acquisto adeguato, per noi che lavoriamo al 75% per mercato interno, il rischio è quello di far fallire ugualmente le imprese».

«In Italia - ha riferito Barbagallo -ci sono 1 milione e 300mila persone non autosufficienti e 1 milione e 150mila pensionati che vivono da soli. Servono risposte strutturali e come sindacato non ci fermeremo fino a quando non le otterremo».

«Quando si parla di pensioni - ha dichiarato la segretaria Senese - si parla della dignità delle persone e si parla di gente che ha lavorato una vita e ha fatto un sacco di sacrifici e grazie a quei sacrifici ha contribuito alla costruzione e al sostegno del nostro paese. Invece, ha rilevato Senese, continuiamo a registrare governi che continuano a minare sempre le pensioni e la vita dei pensionati. Le pensioni vengono sempre utilizzate o per fare cassa o per fare propaganda e quello che chiediamo è una riforma strutturale del sistema. Vogliamo un sistema che garantisca l'indicizzazione delle pensioni a quello che è il costo reale della vita. Abbiamo il 53% delle pensioni che arriva a stento a 750 euro al mese. Una percentuale che sale fino al 64,2% se parliamo di donne. Una problematica che non può essere rinviabile».

Secondo il segretario De Biase, «c'è una Calabria che merita di essere ascoltata e i pensionati non sono numeri, sono bisogni e sono storie, sono tradizioni che vanno rispettate e soprattutto vanno garantiti i bisogni in questa terra sono accentuati da disagi storici, da infrastrutture carenti e da servizi mancanti. Quello che chiediamo - ha concluso De Biase - è un supporto soprattutto per quanto riguarda il sistema sanitario, la salute e quindi la prevenzione che alle nostre latitudini purtroppo manca. L'appello che facciamo è che non si corra unicamente nella direzione degli armamenti, perché si rischia di lasciare i cittadini disarmati di fronte alla battaglia più importante di tutte, quella per il diritto alla salute».