Calabria paradiso fiscale per pensionati? Salvini: «Una no tax zone per gli over 65»

Il ministro dell’Interno vorrebbe riprodurre il modello dell’Algarve, la realtà portoghese che negli ultimi anni ha attratto migliaia di anziani grazie a una politica di agevolazioni fiscali che non prevede tassazione sul reddito per chi viene dall'estero

di Alessandro Stella
venerdì 17 agosto 2018
13:37
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Sole, mare, clima mite e buon cibo. A primo impatto sembrerebbe una descrizione sommaria della Calabria, ma, a ben guardare, non è così. A duemila chilometri di distanza dalla terra d’Italo si trova infatti una regione che con la nostra ha molti punti in comune: l’Algarve, estremità meridionale del Portogallo, un eden dalle bianche spiagge e dal mare cristallino che attira turisti da tutto il mondo.


Tra le migliaia di visitatori che la affollano annualmente, da qualche anno si distingue un considerevole numero di pensionati (soprattutto italiani), attratti dalle agevolazioni volute dal governo centrale. Secondo le normative fiscali, infatti, chi si trasferisce a vivere nel territorio portoghese e percepisce una pensione nella terra d’origine è esente da qualsiasi tassa sul reddito per 10 anni. Una proposta decisamente allettante per chi, come molti pensionati italiani, fatica ad arrivare già alla seconda settimana del mese. Per ottenere le agevolazioni è sufficiente soggiornare in Portogallo per almeno sei mesi e ottenere così lo status di “residente non abituale” che dà diritto alle agevolazioni.


Sulla scia delle scelte iberiche, anche il vice premier Salvini ha recentemente illustrato la sua proposta di rilancio della Calabria, proprio nel corso dell’ultima visita, tenutasi a San Luca nel giorno di ferragosto: «Ci sono migliaia di pensionati italiani che vanno in Spagna e Portogallo per non pagare la tassa sulle pensioni. Io penso che alcune zone del Sud che siano molto più belle, accoglienti e ospitali, quindi una zona di esenzione fiscale per i pensionati italiani e stranieri può attrarre nuovamente degli investimenti».


Il ministro dell’Interno vorrebbe quindi trasformare la Calabria in una “no tax zone” per over 65, caso unico nella storia della Penisola. Nei progetti di Salvini l’Algarve italiana attirerebbe migliaia di pensionati che qui, con clima mite e natura incontaminata potrebbero vivere una seconda giovinezza e risollevare in parte l’economia di una regione sempre più in difficoltà.

 

Le reazioni politiche

L’idea ha subito trovato il consenso di molti esponenti politici locali. Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, ha auspicato che «non si tratti dell'ennesimo annuncio ma si realizzi al più presto, magari con la prossima legge di bilancio. Speriamo – ha proseguito - che questa misura si accompagni ad un decisivo intervento sulla qualità della sanità nel Mezzogiorno, perché è risaputo che nella scelta dei posti dove recarsi o stabilirsi la prima valutazione dei pensionati è quella sulla qualità delle strutture sanitarie. Per farlo lo Stato deve riappropriarsi dell'organizzazione della Sanità che le Regioni del Sud non hanno saputo gestire. Non servirebbe a nulla, infatti, ridurre le tasse senza alzare i livelli minimi essenziali di assistenza sanitaria, che oggi in gran parte del Mezzogiorno non sono purtroppo garantiti».


Anche il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, ha annunciato che chiederà al Senato «che sia calendarizzato con urgenza il nostro disegno di legge che prevede 'zero tasse' per i pensionati della Ue che intendono trasferirsi nelle Regioni del Sud Italia. Con il supporto della Lega e se possibile anche del governo – ha spiegato - la nuova normativa si può realizzare in pochi mesi e potrebbe servire da volano allo sviluppo del Sud, così come ha consentito in pochi mesi al Portogallo di avere un significativo incremento del Pil. Oltre 80 mila ricchi pensionati europei, quasi 5 mila italiani si sono trasferiti in Portogallo, nelle nostre previsioni potremmo avere almeno 100mila arrivi nell'arco dei prossimi tre anni, in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, con un forte incremento dei consumi locali e degli investimenti privati nei settori ricettivi e alberghieri, nella ristorazione e nella edilizia residenziale, nell'agroalimentare e nell'artigiano».

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