Rsa di Panettieri, pazienti e lavoratori a rischio: interviene Cotticelli

VIDEO I dipendenti sono in attesa in alcuni casi anche di dieci mensilità. Il commissario: «I degenti rimangono dove sono»

di Rossella  Galati
15 febbraio 2019
15:30
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«Quando do una parola la mantengo: i pazienti ricoverati nella struttura rimarranno dove sono. Sarà garantita loro continuità assistenziale. Ho nominato un direttore sanitario attuatore, responsabile della gestione della struttura in loco, fino a quando un nuovo soggetto sarà autorizzato ed accreditato». È chiaro il commissario alla Sanità Saverio Cotticelli in merito alla vicenda della Rsa San Carlo Borromeo di Panettieri.


Solo due giorni fa lo stesso aveva ricevuto alla cittadella regionale a Catanzaro il sindaco Salvatore Perrotta e i dipendenti della residenza sanitaria, ubicata in una struttura di proprietà del comune, gestita per 9 anni dalla società Se. Gi. che ne ha perso l’affidamento alla nuova manifestazione di interesse. I lavoratori avevano manifestato al generale preoccupazione per i pazienti e per il loro futuro occupazionale essendo in attesa in alcuni casi anche di 10 mensilità.


Oggi, in prima battuta, sembrava che la situazione fosse precipitata, come spiegato dal primo cittadino: «Ieri sera con un decreto, il n.26, il generale Cotticelli ha nominato un soggetto attuatore per la tutela dei pazienti il dottore Bozzo dell’Asp di Cosenza. In risposta a ciò, l’amministratore delegato della struttura che gestisce la Se.Gi. comunicava ai familiari dei pazienti che nel pomeriggio sarebbero stati dimessi e i dipendenti licenziati. Tutto questo non in linea con quanto stabilito dal commissario nel Dca».


Ma a tranquillizzare nuovamente il sindaco di Panettieri è stato ancora una volta il commissario Cotticelli: «Il commissario mi ha telefonato stamattina, e di questo gli sono grato. In venti anni di vita amministrativa non ho mai trovato una persona così schietta e seria come il generale che fino a poco fa mi ha garantito che nessun paziente sarà spostato. E questa è la mia speranza».


«Quando do una parola è legge – ha sottolineato il generale – mi ero impegnato, ho emesso un provvedimento normativo per assicurare in loco la continuità assistenziale e terapeutica».

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