Reggio, i lavoratori del settore giustizia scendono in piazza

La manifestazione è organizzata dalla Uilpa territoriale, con in testa il segretario Patrizia Foti, e si svolgerà all'interno del Cedir che ospita Tribunale e Procura. A rischio c'è il mancato rispetto del termine per l'accordo che prevedeva la riqualificazione giuridico-economica e professionale del personale

di Redazione
26 giugno 2019
18:13
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La Uilpa di Reggio Calabria ha indetto per venerdì 28 giugno, a partire dalle ore 8.30 all’interno del Cedir di Reggio Calabria, un sit-in di protesta dei lavoratori del settore giustizia. Ad annunciarlo è Patrizia Foti, segretario generale territoriale nonché segretario nazionale della Uilpa- giustizia. «Nonostante le rassicurazioni di questi ultimi anni, è scritto in una nota della sigla, alle quali si sono susseguite le numerosissime azioni sindacali volte a garantire quei sacrosanti diritti più volte calpestati da un’amministrazione sorda ed incurante delle aspettative dei lavoratori, ad oggi un nulla di fatto è quello che rimane in mano ai dipendenti della giustizia».

 

 

Venerdì prossimo quindi tutti i dipendenti degli uffici giudiziari italiani incroceranno le braccia poiché proprio per  quella data è prevista la scadenza del termine per portare a compimento i contenuti dell’accordo del 27 aprile 2017, recepito dal decreto ministeriale del 15 novembre 2017 n.267, secondo i quali era prevista la riqualificazione giuridico-economica e professionale del personale. «Ad oggi – afferma Foti - la giustizia è in ginocchio e lo sciopero è l’unica lotta contro il gravissimo stato di degrado degli uffici giudiziari, la difesa dei diritti dei lavoratori e per la qualità del servizio pubblico che rischia la paralisi. A nulla sono valse le proteste e l’inasprimento della lotta sindacale, scaturita con numerosi stati di agitazione messi in atto in questi ultimi anni, incluso il fallito tentativo di conciliazione svoltosi a Roma lo scorso 30 maggio al Ministero del Lavoro ed a seguito del quale sono state elargite solo gratuite e sterili promesse. Inoltre, continua il segretario Foti, oltre alla mancata riqualificazione professionale dei lavoratori, si aggiungono la mancata emanazione del bando di concorso per il passaggio di area degli ausiliari, il mancato scorrimento delle graduatorie dei cancellieri esperti e ufficiali giudiziari, la mancata attivazione delle stesse procedure per i contabili, assistenti informatici e assistenti linguistici».  

 

 

Una situazione che a Reggio Calabria è ancora più grave considerato il degrado della della struttura del Cedir che ospita il Tribunale, all’interno del quale, specialmente nel periodo estivo, le temperature raggiungono livelli elevati e per i quali il personale è costretto a lavorare su una vera e propria graticola, a differenza della Procura, ospite nella stessa struttura, dove le criticità sono sensibilmente ridotte.«Dalla riunione tenutasi ieri – sottolinea Foti- sulla verifica dei piani triennali  dei fabbisogni e della programmazione assunzionale  il quadro emerso è sconfortante e palesemente inadeguato alle attuali vacanze delle figure professionali. Sconcerto è stato dimostrato alla scandalosa ed inconcludente proposta dell’amministrazione che, nonostante le attuali carenze di circa 10.000 unità, alle quali si dovranno aggiungere le circa 5000 unità derivanti dai turn over e dal decreto “quota 100”, ha fatto orecchie da mercante, pensando di poter ancora sopravvivere con il semplice abbrivo.  Proprio il mancato investimento degli ultimi anni in politiche assunzionali – denuncia Foti - ricade direttamente sulle lavoratrici e sui lavoratori del comparto giustizia che, con grande senso di responsabilità e difficoltà, continuano ad assicurare i compiti istituzionali nonostante il novero di competenze». Ed è per questo che venerdì è prevista la mobilitazione in piazza «per rivendicare i diritti inalienabili dei lavoratori della giustizia- conclude la nota stampa- per i quali il sindacato, è chiamato a lottare a fianco degli stessi, per ridare dignità a tutti coloro che, giornalmente, sono costretti a fare i conti con difficoltà logistiche, strutturali e organizzative».

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