Qualità della vita, Vibo ultima ma tutte le calabresi se la passano male

Il Sole 24 Ore pubblica la nuova classifica sulla base dell'indagine annuale condotta su 42 parametri. Giù Crotone, Reggio e Cosenza. Catanzaro recupera ed è la provincia dove si vive meglio 

di Redazione
lunedì 17 dicembre 2018
10:37
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Il corso di Vibo deserto
Il corso di Vibo deserto

Puntuale come il Natale, arriva la classifica sulla qualità della vita nelle province italiane, sulla base dell’indagine annuale condotta dal Sole 24 Ore e giunta alla 29° edizione. E puntale come una condanna annunciata anche questa volta, la provincia di Vibo Valentia si attesta all’ultimo posto, il 107°, a conferma di un declino che sembra non avere fine e che non può peggiorare, almeno statisticamente, solo perché non ci sono posizioni più basse da occupare.
È la quarta volta che Vibo indossa la maglia nera, penalizzata in particolare delle performance legate alla giustizia, ai servizi e alle variabili reddituali. Ultima per durata media dei processi e pendenze ultra-triennali nei tribunali, registra anche una delle più basse spese medie degli enti locali per minori, disabili e anziani.
Unica nota positiva è offerta dal turismo, con una permanenza media nelle strutture ricettive tra le più lunghe e un mercato molto accessibile per l’affitto di case. D’altronde, non bisogna dimenticare che lungo la Costa degli dei, cioè il litorale vibonese che si dipana da Pizzo e Tropea, c’è la più alta concentrazione di strutture ricettive della Calabria in termini di posti letto.


Tutte le città calabresi in fondo alla classifica

Risalendo la classifica, al 104° posto troviamo Reggio Calabria, preceduta da Crotone al 103° gradino che sprofonda di 18 posizioni rispetto al 2017, poi Cosenza al 97° (- 6 posizioni rispetto all’anno precedente) e infine Catanzaro, che guadagna due posizione e con il suo non certo fantasmagorico 88° posto è comunque la provincia calabrese dove, secondo i parametri del Sole, si vive meglio.

 

Milano sul primo gradino del podio

Ad occupare la cima della classifica, al primo posto su scala nazionale, è Milano.
L'indagine del quotidiano economico scatta una fotografia delle città italiane, scegliendo di inquadrare la questione della vivibilità urbana tramite 42 parametri per ciascuna provincia (107 in tutto), suddivisi in sei macro aree tematiche (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Giustizia e sicurezza, Demografia e società, Cultura e tempo libero), riferiti all'ultimo anno appena trascorso.
Milano svetta negli indicatori reddituali, di lavoro e per i servizi. Al primo posto per depositi in banca pro capite, celebra un buon tasso di occupazione e vince l'iCityrate 2018 come migliore smart city. Anche la cultura sale sul podio, con la spesa media dei milanesi al botteghino. Tra i punti deboli la sicurezza (scippi, borseggi e rapine) e l’indice di litigiosità nei tribunali.
Al secondo ed al terzo posto si piazzano Bolzano, in risalita dalla quarta posizione del 2017, e Aosta, in discesa di una posizione dallo scorso anno, mentre Roma si piazza 21esima.
Tra le altre grandi città, più a sud spicca la risalita di Napoli che conquista 13 posizioni: nonostante continuino a peggiorare le performance legate a Giustizia e sicurezza e Affari e lavoro, la città partenopea festeggia il miglioramento sul fronte della ricchezza e dei consumi, grazie ai prezzi di vendita delle case. Migliorano anche Venezia, Torino, Catania, Bari e Bologna, in controtendenza solo Genova e Firenze che perdono rispettivamente otto e dieci posizioni.

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