Il pensionato che da 19 anni lotta contro l'Inps per 500 euro in più

VIDEO | Giuseppe Davì è un artigiano di Palmi che percepisce una cospicua pensione ma è convinto che gli spetti di più, come dimostrerebbero i suoi maniacali calcoli. Ha vinto una prima causa e si prepara ad un secondo ricorso, una battaglia iniziata nel 2000 

di Agostino Pantano
4 settembre 2019
15:19
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Il pensionato Davì
Il pensionato Davì

Giuseppe Davì non molla. Da 19 anni, da quando ha maturato l’età per la pensione da artigiano, contesta all’Inps il conteggio del tempo lavorato e dei contributi versati che formano il suo assegno. «Prendo poco più di 1.300 euro al mese – ammette il pensionato di Palmi -, non nascondo che sia una cifra ragguardevole ma subisco un’ingiustizia e non intendo cedere». Davì, che in città tutti conoscono come "mastru Pino" - per la sua bravura come carrozziere - ha iniziato a lavorare a 12 anni, in un’età che non prevede il versamento di contributi, ma ugualmente sostiene che «l’Inps doveva farmi andare in pensione già nel 2000, l’ha fatto con tre anni di ritardo, e quando l’ha fatto mi ha tagliato settimane e somme».

 

C’è stata già una prima causa vinta dall’artigiano «e l’Inps - spiega – continua a non tenere conto di quanto ha stabilito il Tribunale, ecco perché mi preparo ad un secondo ricorso». Davì per una vita ha tenuto il conto dei contributi che ha versato, li ha annotati a penna su dei fogli a quadretti che ora esibisce come una pergamena di laurea, ed è in forza di questo metodo che insiste. «Dovrei prendere un assegno mensile di almeno 1.800 – conclude – ma non è solo una questione di soldi, quanto soprattutto di giustizia: ho versato ed ho diritto». Da noi contattata al telefono, la direttrice della sede palmese dell’Inps spiega di conoscere bene il caso ma di non essere autorizzata a rilasciare interviste.  

 

        

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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