Orari inconciliabili e strutture costose, madri lavoratrici troppo penalizzate

Diffusi i dati del report dell'Istat relativo all’occupazione nell’anno 2018. Solo il 57% delle donne, a fronte dell'89,3% degli uomini, è riuscito a mantenere il posto ed a gestire le esigenze della famiglia

di Ilaria  Giampà
20 novembre 2019
16:56
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Una fotografia deprimente della società italiana quella diffusa dall’Istat nel ReportConciliazione tra lavoro e famiglia” relativo all’occupazione nell’anno 2018, in cui emerge come sia sempre più difficoltoso e penalizzante riuscire a conciliare il ruolo di madre con quello professionale, al punto tale da risultare una vera e propria impresa.

 

Madri lavoratrici costrette a cambiamenti

«Se padri e madri riportano problemi di conciliazione in ugual misura, sono soprattutto le donne – si legge nel report – ad aver modificato qualche aspetto della propria attività lavorativa per meglio combinare il lavoro con le esigenze di cura dei figli: il 38,3% delle madri occupate, oltre un milione, ha dichiarato di aver apportato un cambiamento, contro poco più di mezzo milione di padri (11,9%). Le principali modifiche riguardano la riduzione o il cambiamento dell’orario di lavoro. Tra le madri che hanno modificato aspetti del proprio lavoro più di sei su dieci lo hanno ridotto e circa due su dieci lo hanno cambiato senza ridurlo. Tra i padri invece, il cambiamento più importante segnalato è la modifica dell’orario (38,3%) più che la sua riduzione (27,2%)».

 

Metter su famiglia una decisione difficile

Accade così che la scelta di metter su famiglia e di prendersi cura dei propri figli costituisce un ostacolo per più di un terzo dei genitori italiani occupati, che si riflette in un quadro sconfortante in cui il tasso di occupazione delle madri tra 25 e 54 anni alle prese con i figli da 0 a 14 anni, è del 57% a fronte dell'89,3% dei padri. La totale esclusione delle donne dal mercato del lavoro riguarda l’11% delle madri con almeno un figlio che non ha mai lavorato per seguire la famiglia, con un valore superiore alla media europea del 3,7%; nel Sud Italia il rapporto è di 1 madre su 5. Asili nido, scuole materne, ludoteche e baby-sitter si rivelano costosi per il 9,6% delle famiglie italiane, nel 4,4% dei casi addirittura assenti o senza posti disponibili.

 

I nonni la vera ancora di salvezza

I nonni confermano anche nel 2018 il loro primato e il loro grande impegno nella cura e nella gestione dei minori riuscendo ad alleviare le difficoltà del 38% dei genitori durante l’orario di lavoro. Il tasso di lavoratrici madri del Mezzogiorno che si avvalgono dei servizi pubblici o privati è del 24,9%; nel Nord Italia è del 34,5% mentre al Centro il 33,3%. Secondo l’Istat, «la possibilità di modificare l’orario di inizio o di fine della giornata lavorativa e di assentarsi un’intera giornata per motivi familiari senza dover ricorrere a giornate di ferie rappresentano importanti strumenti di conciliazione dei tempi vita-lavoro per i dipendenti con responsabilità di cura».

Lacnews24.it
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