Crotone, la voglia di riscatto del quartiere Fondo Gesù

Da un lato vi sono le criticità legate a palazzi cadenti e strade colabrodo, dall'altro chi immagina un futuro diverso: bambini e genitori, scuole e associazioni

7 novembre 2018
14:18
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«Ci sentiamo abbandonati»: è il grido che abbiamo raccolto da alcuni cittadini del quartiere Fondo Gesù, a Crotone, una zona che negli anni ha riscontrato varie criticità. Quello che lamentano è lo stato di abbandono da parte delle istituzioni, a partire dai lavori urgenti che servono a molti palazzi presenti nel quartiere che rischiano di cadere a picco; nel frattempo sono stati puntellati, ma ciò non tranquillizza chi ci abita. A ciò si aggiunge anche il livello di sporcizia che si nota nelle strade, con le stesse che sono ridotte a un colabrodo e che si allagano puntualmente ogni qualvolta piove. Permane la paura di quel maledetto 14 ottobre 1996, giorno dell'alluvione che colpì Crotone, e Fondo Gesù fu uno dei quartieri più colpiti, vista la vicinanza con il fiume Esaro. Sentendo la voce di una mamma, nella zona i bambini non hanno un punto di ritrovo per giocare, una piazzetta o un campetto degno di questo nome. Inoltre, come in tutte le zone critiche, la criminalità è presente.

 

Il quartiere è stato al centro della ribalta nazionale negli ultimi tempi grazie a un articolo pubblicato sull'Huffington Post, dal titolo “Al quartiere Fondo Gesù di Crotone 4 bambini su 10 hanno almeno un genitore in carcere”, dove viene fatta un'analisi di quella che è la realtà. L'altra faccia della medaglia, che si contrappone al malaffare, è composta da quei cittadini che non hanno chinato la testa e resistono, ci sono le associazioni che combattono quotidianamente e aiutano i genitori a non lasciarsi condizionare dalle criticità. E' il caso della cooperativa Agorà, del Centro Noemi e del Teatro della Maruca che si sono uniti per il progetto “PRIMA I” per intercettare la comunità educante e agire per migliorare la qualità della vita dei bambini che vivono in questo contesto. “PRIMA” si svolge contemporaneamente in quattro regioni negli asili nido, e offre tutta una serie di attività laboratoriali – dal teatro alla musicoterapia, dalla psicomotricità all'attività digitale; parallelamente viene offerto un percorso formativo, sia per i docenti che per i genitori, e uno sportello d'ascolto per le famiglie.

 

Le tre associazioni appena citate hanno voluto rispondere all'articolo dell'Huffington Post con una riflessione: «questo quartiere – ha dichiarato ai nostri microfoni Fabio Riganello della cooperativa Agorà Kroton – negli anni è stato sedotto e abbandonato. Anni fa c'è stata una possibilità forte per Fondo Gesù con il Contratto di Quartiere, che è stata completamente vanificata. Allora, se si vuole parlare del quartiere Fondo Gesù bisogna: valorizzare le possibilità, chiedere alla classe politica di fare un intervento serio e di non ricordarsi di questo territorio solo in periodo elettorale. All'interno (di Fondo Gesù n.d.r.) ci sono delle famiglie che hanno bisogno di essere supportate con servizi seri, che li aiutino a sdoganare le difficoltà che ci stanno. Le difficoltà di Fondo Gesù sono quelle che si riscontrano nel centro storico di Crotone, del quartiere San Francesco, sono anche le difficoltà dei quartieri perbene, poiché questo tipo di problematica è trasversale a tutti i ceti, e non risparmia nessuno».

 

Fondo Gesù non è solo un concentrato di problemi legati alla criminalità o ai palazzi che crollano, non bisogna fare di tutta l'erba un fascio: ci sono delle positività e delle potenzialità come appunto il progetto “PRIMA I” che vede la sinergia tra i genitori, i bambini e la scuola. Su questo fattore abbiamo sentito anche l'opinione di Daniela Scarà, maestra nell'asilo del quartiere: «Pur tra mille difficoltà, c'è una forza morale enorme per vivere, elevarsi e migliorarsi nelle criticità. E io che sono un'insegnante della scuola dell'infanzia vedo i risultati positivi di queste mamme che proteggono i loro figli da tanti problemi, per farli crescere e dargli un futuro».

 

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