Infopoint “chiuso per ferie”, le mezze verità del presidente della Sacal

VIDEO | Ecco i documenti che smentiscono il tentativo di Arturo De Felice di minimizzare le responsabilità della società che gestisce lo scalo aeroportuale di Lamezia 

di Agostino Pantano
venerdì 9 agosto 2019
17:34
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Arturo De Felice
Arturo De Felice

È scontro aperto tra la Sacal e la Regione, per la disattivazione dell’Infopint nell’aeroporto di Lamezia Terme, e il presidente Arturo De Felice chiama in causa l’assessorato regionale al Turismo che non c’è.
Il vertice di Sacal ha spiegato che la chiusura del servizio, nel vivo di una polemica che ha portato la Cittadella a intimargli la revoca della procedura di aggiudicazione, non penalizza la sua società ma la “Regione, perché non è nostro compito offrire informazioni turistiche”.
Un quasi disimpegno che, però, sembra smentito dai documenti, visto che qualche utilità la società auroportuale l’avrà avuta se ha diramato autonomamente – nel maggio scorso – due avvisi per la ricerca di altrettanti soggetti che gestissero gli uffici informativi di Lamezia e Reggio.

De Felice sostiene invece che la Sacal “si è limitata a fare solo da stazione unica appaltante”, mentre – come hanno documentato i servizi del nostro network non appena era scoppiato il caso della “chiusura per ferie” dell’Infopoint – nella sede si erano premurati a dire che “stiamo coprendo i turni con il nostro personale”.

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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