Calabria ultima nel welfare, l'assessore regionale tenta una difesa

VIDEO INTERVISTA | Angela Robbe contesta il dato diffuso dall'Istat di 22 euro pro capite per i servizi sociali, la spesa più bassa d'Italia: «Spendiamo 15 euro in più»

di Rossella  Galati
venerdì 4 gennaio 2019
15:49
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«Secondo i nostri calcoli la spesa per il 2016 in Calabria è stata più alta dei 22 euro considerati dall'Istat e su aggira intorno ai 35 o 48 euro». Secondo l'assessore al lavoro e al welfare  della Regione Calabria Angela Robbe, la spesa per il 2016 in Calabria relativa ai servizi sociali è stata più alta dei 22 euro pro capite come rilevato dall'Istat che vede la Calabria agli ultimi posti della classifica confermando un notevole divario tra nord e sud. Dall'analisi fatta negli uffici della Cittadella Regionale a Catanzaro delle risorse por, nazionali e regionali investite, ci sarebbe una differenza di circa 15 euro pro capite. A determinare questa differenza sarebbe la mancata integrazione di alcuni dati.

 

«Uno degli elementi che ha inciso nel determinare un importo così basso sicuramente è la mancanza, nel computo totale delle risorse, della spesa sanitaria che per la regione Calabria non è conteggiata. Oltre a questa, mancano sicuramente i dati relativi ad alcune voci di spesa e probabilmente c'è la necessità di fornire all'Istat una chiave interpretativa che non era possibile fornir in un questionario a risposte chiuse come quello che abbiamo compilato a fine anno». Tutto sommatol'assessore Robbe sottolinea che quello sulla spesa per il sociale resta un dato da far crescere che, in base agli investimenti fatti dalla Regione nel 2018 dovrebbe portare ad un notevole incremento fino a raggiungere la cifra di 50 euro circa pro capite.

 

«Puntiamo ad incrementare la spesa sul sociale. Questo è un dato su cui abbiamo necessità di lavorare e che ci preoccupa se eventualmente dovesse diventare realtà la richiesta di autonomia che hanno fatto le regioni più ricche, poiché questo andrebbe a incidere sulle risorse che vanno nei fondi perequativi che sono poi destinati a garantire i livelli di spesa in tute le regioni, soprattutto su questioni che riguardano il sociale e il sanitario».

 

 

 

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