Con lo sguardo rivolto ai dimenticati, il bilancio della onlus Città solidale

Gestisce 16 strutture residenziali di accoglienza e assistenza distribuite su tutta la provincia di Catanzaro raccogliendo le sfide poste dalla povertà, dal disagio, dall’emarginazione e mancanza di lavoro

di Rossella  Galati
12 aprile 2019
14:05
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È un volto moderno della solidarietà, un’offerta che va oltre il puro assistenzialismo perché ciascuno si possa riappropriare della propria dignità, quello della Fondazione Città Solidale Onlus, presieduta da padre Piero Puglisi, che gestisce 16 strutture residenziali di accoglienza e assistenza sul territorio di Catanzaro e provincia. Una realtà che negli anni ha saputo rispondere ai bisogni emergenti e raccogliere le sfide poste dalla povertà, dal disagio, dall’emarginazione e mancanza di lavoro con case di accoglienza per italiani e stranieri in difficoltà, per richiedenti o titolari di protezione internazionale, servizi per i pazienti degli ospedali catanzaresi, centro diurno per disabili, centro Sprar, sportello per donne vittime di violenza.


Un’attività intensa quella della Fondazione che è stata presentata alla Provincia di Catanzaro, alla presenza di diverse autorità, attraverso il primo bilancio sociale per gli anni che vanno dal 2014 al 2018 e che a livello economico ha gestito un totale di 8.209.231,24. In questi 5 anni, 123 sono statii protocolli d’intesa siglati con enti del pubblico e del privato sociale. Per quanto concerne gli ospiti accolti nelle strutture c’è stato un crescendo, da 167 nel 2014, a 105 nel 2015, a 258 nel 2016, a 369 nel 2017, a 466 nel 2018.


Nel quinquennio di riferimento, la Fondazione ha realizzato 31 progetti a termine per un totale complessivo di € 2.981.765,67. Per quanto riguarda il personale, 14 sono le professionalità presenti in Fondazione, dall’operatore sociale, all’educatore, allo psicologo, pedagogisti, sociologi, educatori, amministrativi, operatori di assistenza. Le fasce di età degli operatori vanno dai 19 ai 65 anni, con una prevalenza di operatori tra i 36 e i 50 anni. Attualmente sono assunti con contratto a tempo indeterminato 74 dipendenti di cui 38 donne e 36 uomini e 13 collaboratori in vari progetti che la Fondazione realizza sul territorio.

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