Povertà, la testimonianza: «Grazie alla Caritas aiutiamo le famiglie in difficoltà»

VIDEO | Nella sola Belvedere nell'ultimo mese sono stati distribuiti 170 pasti, di cui 16 al pranzo di Natale. Il racconto di don Gianfranco: «C'è bisogno del sostegno di tutti»

di Francesca  Lagatta
31 dicembre 2018
11:36
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La chiesa di Maria SS. di Pompei di Belvedere Marittimo, sede della Caritas
La chiesa di Maria SS. di Pompei di Belvedere Marittimo, sede della Caritas

Oltre 60 parrocchie che prestano aiuto alle persone in difficoltà, in un vasto territorio di 32 comunità, 26 centri d'ascolto foraniali, centinaia di pasti offerti al mese per i e migliaia di pacchi alimentari distribuiti a turno a decine e decine di famiglie. Sono numeri impressionanti quelli che elenca don Gianfranco Belsito, recentemente nominato direttore delle Caritas della diocesi Scalea-San Marco Argentano e parroco nella chiesa di Maria SS. di Pompei di Belvedere Marittimo. La Caritas Italiana è l'organismo pastorale della Cei (Conferenza Episcopale Italiana, l'unione permanente dei vescovi cattolici in Italia) che ha come obiettivo la promozione della carità in ogni sua forma. 

 

La missione contro il fenomeno della povertà

Nella sola cittadina belvedere i pasti offerti dalla Caritas ammontano a circa 170, dati dell'ultimo mese, mentre le famiglie "prese in carico", aiutate con pacchi alimentari e sostegni economici sono almeno 200. E' una vera e propria missione quella di don Gianfranco, resa possibile dall'aiuto di decine di altri sacerdoti della sua diocesi e un numero imprecisato di volontari. «Da solo - dice - non potrei fare un bel nulla». Fondamentale anche l'impegno del vescovo, monsignor Leonardo Bonanno, che segue passo passo tutte le singole vicende e, nei casi più gravi, interviene personalmente. Di recente sono state aiutate due famiglie, una in cui un padre è finito in carcere, l'altra in cui il capostipite è venuto a mancare improvvisamente. «Ad entrambe le famiglie - assicura il parroco - abbiamo restaurato la casa, permettendo loro di avere un tetto sicuro sulla testa anche dopo il dramma».

 

Un progetto in forte espansione

La mensa di Belvedere è diventata una sorta di ristorantino a 24 posti, perché chi usufruisce del pasto, ci tiene a precisare il sacerdote, non si senta a disagio, ma anzi, ritrova la dignità perduta. Nella stessa struttura è possibile anche fare una doccia calda. Si tratta di un modello organizzativo che funziona alla perfezione e che ora Belsito e Bonanno vogliono estendere a tutta la diocesi. A San Marco Argentano, a Scalea e Sant'Agata d'Esaro nasceranno prestissimo queste mense restaurate e rivisitate in chiave moderna, a Praia a Mare sorgerà una struttura per i senzatetto, mentre a Verbicaro è quasi ultimato un centro per anziani.

 

Donare è un atto di amore

All'entrata della chiesa Maria SS. di Pompei c'è un banchetto con una scritta eloquente: "Ho fame". Lì i fedeli possono donare soldi o vestiti, anche in modo anonimo, a qualunque ora del giorno e della notte. «C'è bisogno del sostegno di tutti - dice ancora don Gianfranco -, perché i poveri purtroppo sono in aumento». Ma chi sono queste persone che si rivolgono alla chiesa per avere un aiuto? «Persone normalissime, di qualsiasi ceto sociale, che a causa della crisi economica non riescono più a raggiungere la quarta settimana. Anzi, forse nemmeno la terza».

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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