Da Reggio si leva la protesta dei lavoratori del trasporto aereo

VIDEO | Sit-in di Cisl, Cgil e Uil al Tito Minniti che chiedono alla Sacal il rispetto degli accordi contrattuali e anche il reintrego degli ex-dipendenti della "Sogas", mai assunti dopo il fallimento della società 

di A. P.
martedì 21 maggio 2019
14:27
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Anche in Calabria sindacati e lavoratori compatti per lo sciopero nazionale del trasporto aereo. Diverse realtà, ma uguali problemi colpiscono in tutta la Regione i dipendenti della Sacal. Al “Tito Minniti”  di Reggio Calabria poi, le sigle sindacali rivendicano il rispetto di tutti contratti, l’estensione dei part-time a full-time, l’internalizzazione delle attività di pulizia e l’allargamento del bacino dei lavoratori costretti ad operare in sotto-organico. Una protesta quella di Cisl, Cgil e Uiltrasporti che riguarda inoltre, la mancata presentazione del piano industriale per l’aeroporto dello Stretto, la chiusura dell’info-point e soprattutto un’offerta commerciale che non risulta essere adeguata. Pochi i collegamenti con il resto del Paese e prezzi non competitivi che gravano sul destino dei cittadini e di conseguenza anche di quello del personale. I sindacali territoriali sostengono le ragioni della vertenza nazionale sul trasporto aereo che negli ultimi vent’anni ha vissuto una fase di accentuata dicotomia, registrando da un lato una costante crescita del numero dei passeggeri e del numero dei voli, dall’altro una sempre maggiore crisi delle imprese della filiera con un proliferare di situazioni fallimentari, in alcuni casi della stessa impresa più volte nel tempo, come nel caso di Alitalia. La crisi, che riguarda la compagnia di bandiera, potrebbe portare al licenziamento di 40 dipendenti «che-assicurano i sindacalisti- andranno salvaguardati». Un’altra battaglia poi è quella che riguarda i lavoratori della “Sogas” , l’ex società di gestione dello scalo reggino. 

Dopo il fallimento  60 dipendenti sono rimasti a casa  e nonostante le promesse delle Istituzioni ancora non sono stati riassunti. «È stato lo stesso governatore Oliverio- ha dichiarato il portavoce Giuseppe Cilione, a garantirci la riassunzione. Ancora stiamo aspettando. È arrivato il momento che la politica si svegli perché qua rischiano di finire in mezzo ad una strada padri di famiglia i quali sono troppo giovani per andare i pensione e troppo anziani per trovare un nuovo lavoro».

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