Unindustria Calabria, Crucitti e Maduli ai vertici della commissione Editoria

Insediamento ufficiale della sezione dell'organismo. L’incontro, tenutosi nella sede regionale Rai, è stato condotto dal presidente, il direttore Sede Rai per la Calabria, alla presenza degli imprenditori e del direttore di Unindustria Calabria Rosario Branda

di M LT
23 settembre 2019
13:50
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Demetrio Crucitti è il nuovo presidente della sezione Cartaria, editoria e comunicazione di Unindustria Calabria. A sancirlo, il primo consiglio direttivo del recentissimo organismo nato nella casa regionale di Confindustria: lo stesso che ha assegnato la vice presidenza al presidente del Gruppo Pubbliemme, editore del network LaC Domenico Maduli. «La sezione - ha dichiarato Crucitti - si occupa di ambiti importanti, dalla comunicazione all'editoria ed ai servizi. La pervasività con altri settori è orizzontale, specie sui versanti del turismo e dell’agroalimentare. Raccontare insieme il territorio deve costituire un valore aggiunto per la Calabria: per questo abbiamo condiviso con i colleghi un programma articolato tra iniziative ed attività di approfondimento».

Sinergia tra pubblico e privato 

Sulla felice convergenza tra pubblico e privato, ha insistito invece il vice Presidente Maduli, ravvedendo nella particolare composizione dell’organismo di rappresentanza l’auspicio per il rilancio definitivo della comunicazione istituzionale nella nostra regione. «La compresenza al vertice di un uomo Rai quale Crucitti, e del sottoscritto, espressione di un network privato e crossmediale, è stato fortemente voluto – ha dichiarato all’indomani della nomina - ed ha l’obiettivo di andare a costituire la piattaforma per il rilancio definitivo dell’informazione istituzionale. Le vicissitudini che da anni affliggono la Calabria – ha proseguito il Presidente - hanno minato il dialogo tra le parti sociali, ed indebolito enormemente la comunicazione dalle pubbliche amministrazioni al cittadino: quella stessa comunicazione che, lo ricordiamo, la legge 150 non solo legittimava, ma anzi rendeva obbligo istituzionale e vero e proprio servizio».

Maduli: «Ridare autorevolezza»

E ancora: «Se il pubblico viene meno al servizio – ha proseguito l’Editore - spetta come in tal caso alla sinergia tra i maggiori stakeholders sotto l’egida di Unindustria, indicare la via: con strumenti, progetti, visione ed azioni miranti a bypassare ed archiviare definitivamente questa fragilità. In quest’ottica, va intesa la definizione di vertici e obiettivi della nostra commissione, destinata ad attivare tavoli di lavoro dove si parlerà essenzialmente di Regione, istituzioni e pubblica amministrazione».

La riunione del direttivo, tenutosi nella sede Rai di Cosenza venerdì scorso, presieduto dal padrone di casa Crucitti, e tenuto a battesimo da Rosario Branda, Direttore di Unindustria Calabria, ha confermato anche la definizione del consiglio, composto da Andrea Abramo, Adele Bonaro, Malaga Calvea, Paolo Falzea, Salvatore Gaetano, Giampaolo Latella, Marco Rubbettino.

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M LT
Giornalista
Monica La Torre, padre calabrese e madre umbra, nasce a Tropea 50 anni fa. Nenache cinquenne, è costretta da un destino avverso ad emigrare in una ridente cittadina tra Assisi e Spoleto, nel regno di Don Matteo. Passa gli ultimi 46 anni a lamentarsi per questa sorte ria, senza riuscire a trovare una scusa valida per ri-trasferirsi. Di mestiere fa la nostalgica. Nei ritagli di tempo si è laureata, ha cambiato un numero imprecisato di lavori, ha imparato a memoria le uscite della Salerno Reggio Calabria, attraversato a nuoto lo stretto di Messina, rovinato la giovinezza con vent'anni di partita IVA. Senza merito alcuno, è circondata di persone belle, che ne sopportano il pianto greco da emigrata inconsolabile. E' malata di mare ed happy hour. Tutti sanno che convive con due vizi innominabili. Quella cosa con la quale non si mangia chiamata: ARTE, e quella cosa che in Calabria è meglio dimenticare, chiamata: NATURA. Crede che la bellezza salverà il mondo, ma non il suo, perché la rivoluzione delle coscienze avverrà 24 ore dopo il suo trasferimento "altrove". Non per questo, si incazza di meno con le "capre". Non ha avversione per il denaro: è il denaro che ne ha per lei.  
Lacnews24.it
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