Cinghiali devastanti nel basso Jonio cosentino: distrutti vigneti e uliveti

VIDEO | Produzioni a rischio. A Cariati una storica coltivazione di uva è stata disintegrata in una solo notte. Coldiretti denuncia: «Ci sono oltre 300mila esemplari in Calabria». L’unica soluzione praticabile, per molti, sembrerebbe una campagna di abbattimento

di Marco  Lefosse
2 ottobre 2019
13:41
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I devastanti branchi di cinghiali che ormai da messi tengono sotto assedio la Calabria sono arrivati anche sulle colline del basso Jonio cosentino creando sfacelo nei fondi agricoli. A Cariati, Terravecchia e Scala Coeli nelle notti scorse sono stati distrutti decine di ettari di vigneti e uliveti, cultivar di pregio dell’intera area grecanica. E a rischio attacco da parte dei facoceri, rimangono anche gli allevamenti ovini e bovini della zona.

Le tre teorie dell’invasione

Una situazione, dicevamo, comune a diverse aree della nostra regione e che oggi si sta diffondendo a macchia d’olio dal Pollino fino allo stretto. Le teorie che accompagnano quella che a tutti gli effetti è un’invasione di facoceri sono tante. E queste spaziano dal ripopolamento dei branchi di lupi che stanno ritornando a vivere in numero maggiore sulle alture della Calabria e la loro presenza spinge le sus scrofa a spingersi nelle aree più a valle; alla complicità degli stessi cacciatori di cinghiali che nelle loro battute non caccerebbero più gli esemplari adulti ma solo parte dei lattanti proprio per incentivarne la proliferazione; per finire, addirittura, ad un’altra teoria - più antiglobalista - che ricondurrebbe la causa dell’invasione dei cinghiali nientemeno che ai cambiamenti climatici. Pare infatti che le mutate condizioni meteorologiche non favorirebbero la selezione naturale; e mentre prima parte degli animali morivano perché non riuscivano a sopravvivere oggi riuscirebbero tutti (o quasi) a superare le stagioni.

Coldiretti: «In Calabria si contano oltre 300mila esemplari»

Sarà. Sta di fatto, però, che una specie che fino a qualche anno fa rischiava addirittura di andare verso l’estinzione oggi prolifera a più non posso. E i dati di Coldiretti Calabria sono sconcertanti. «Dai dati che abbiamo raccolto – ha detto Gino Vulcano, segretario di zona Coldiretti nello Jonio cosentino – in Calabria quest’inverno c’erano all’incirca 300mila cinghiali. Se si pensa che è una specie che prolifera facilmente, se è posta nelle giuste condizioni come quelle che oggi sussistono nella nostra regione, contiamo che in questo momento la popolazione della sus scrofa possa essere raddoppiata se non addirittura triplicata». Insomma, in Calabria ci sarebbero quasi un milione di cinghiali a piede libero! Una quotazione probabilmente a rialzo quella di Coldiretti ma che comunque non scalfisce quella che è la natura del problema. Questi animali stanno iniziando a creare seri problemi all’agricoltura e alla popolazione.

Nel basso Jonio cosentino a rischio vigneti e uliveti

E quello che ci hanno raccontato alcuni agricoltori di Cariati è la cartina di tornasole di un quadro allarmante. «Quest’anno – racconta Pasquale Caruso, produttore oliviticoltore – non potremo produrre vino. Nella notti precedenti alla vendemmia un branco di cinghiali ha praticamente distrutto una vigna di qualità Gaglioppo, di tre ettari, dalla quale siamo riusciti a raccogliere solo 11 cassette d’uva (150 litri scarsi di vino, ndr)». E dalle vigne agli uliveti il passo è breve. Già, perché, i selvaggi facoceri sono ghiotti d’uva e frutta ma anche degli organismi che vivono sotto le cortecce degli ulivi. È così che per scorticare gli alberi e fare razzia di vermi, formiche e altri piccoli insetti, distruggono anche la  linfa delle piante. «Inoltre – aggiunge Luigi Caruso, un altro imprenditore agricolo che ormai quotidianamente subisce le incursioni “cingialesche” nelle sue proprietà – ci sono i verri che marcano il territorio e con le zanne segnano gli alberi, distruggendoli. In più negli uliveti secolari, quelli che hanno più resistenza all’attacco degli animali, abbiamo difficoltà a posizionare le reti per la raccolta delle olive. E siamo costretti ogni giorno a montarle e smontarle per evitare le razzie notturne».

Quale soluzione? «L’abbattimento»

Cosa si può fare, allora, per arginare il problema? «L’unica soluzione – dice il commissario straordinario dell’Ambito territoriale di Caccia Cosenza 2, Tullio Capalboè l’abbattimento». Che tra l’altro non è semplice come si crede. «Perché ci sono troppi esemplari». «Nel frattempo – aggiunge – aumentano le richieste di risarcimento danni che ogni giorno provengono da ogni parte del territorio».

 

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Marco  Lefosse
Giornalista
Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra calabrese per Linea, il giornale di Fiamma Tricolore diretto da Pino Rauti, e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizio a muovere i passi nei quotidiani regionali. Il mio primo “contrattino” da collaboratore lo firmo con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 lascio il Quotidiano e accolgo con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia Cosentina di  Genevieve Makaping ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 arriva il primo vero contratto giornalistico con Calabria Ora. Un’esperienza bellissima che ha forgiato e ben temperato la mia penna. Con onore ho lavorato, ininterrottamente fino al fallimento di questo splendido progetto editoriale nel 2014, per raccontare sempre e a tutti i costi le verità della mia città e del territorio. Parallelamente all’esperienza di Calabria Ora, nel 2011, il neo Sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, mi vuole come consulente nello staff dei collaboratori di fiducia. Nel luglio  del 2013, insieme alla collega Giusj De Luca (oggi anche mia splendida compagna di vita), fondo la CMP Agency, una giovane realtà di consulenza per la comunicazione ed il marketing. E nel gennaio 2014 proprio alla CMP è affidato il servizio di Ufficio stampa e Comunicazione istituzionale del Comune di Rossano. Ad Ottobre dello stesso anno, come consulente, seguo la campagna elettorale regionale del candidato Giuseppe Graziano. Dal 2014, chiusa la lunga parentesi dell’informazione con Calabria Ora, insieme alla nuova realtà di CMP Agency mi occupo esclusivamente di comunicazione istituzionale/commerciale e di marketing. Da Aprile 2018 fa parte della meravigliosa famiglia di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese e della neonata Corigliano-Rossano terza città della Calabria.
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