Dorme su una panchina per lavorare, la ditta: «È assente da più di un mese»

VIDEO | Si tinge di giallo la vicenda di Grazia Tripargoletti. L'azienda smentisce la versione della 61enne: «La signora manca dal 25 settembre. Fino all'11 ottobre per malattia, poi senza alcuna giustificazione formale»

di Salvatore Bruno
4 novembre 2019
07:42
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Emergono alcune incongruenze nella storia di Grazia Tripargoletti, la 61enne addetta alle pulizie negli uffici della Motorizzazione Civile di Cosenza, alle dipendenze di una ditta privata, la Lav Services con sede ad Acri, appaltatrice del servizio.

La vicenda è esplosa in tutta la sua drammaticità nel momento in cui l’Agi ha reso note le condizioni della donna, costretta a trascorrere le notti all’addiaccio su una panchina per potersi puntualmente trovare sul posto di lavoro alle 5,30 del mattino. Grazia infatti non guida, vive da sola, e per raggiungere la Motorizzazione dalla sua abitazione di Rende, afferma di non avere altre alternative che salire sull’ultimo autobus della sera precedente intorno alla mezzanotte e attendere pazientemente che arrivi il momento di iniziare il proprio turno. Versione documentata anche attraverso un video girato la scorsa settimana, tra il 28 ed il 31 ottobre, largamente condiviso sul web tanto da guadagnarsi anche la ribalta nazionale. Il problema è che Grazia è assente dal lavoro dallo scorso 25 settembre. Lo hanno comunicato, carte alla mano, i titolari dell’impresa.

Venti giorni di assenze ingiustificate

«La signora Tripargoletti – si legge in un comunicato della Lav Services - ha usufruito di un periodo di assenza per malattia dal 27 settembre all’11 ottobre 2019, terminato il quale la stessa ha tentato di usare, per sottrarsi al turno di lavoro, una certificazione rilasciata da un medico privato che non attestava alcuno stato di malattia ma che la stessa pretendeva di utilizzare per superare le valutazioni di idoneità alla mansione specifica espressa dal medico competente che, in forza delle previsioni del Decreto Legislativo n. 81/2008 è la massima autorità in materia di sorveglianza sanitaria ed i cui giudizi sono suscettibili di superamento solo a seguito di formale ricorso alla Commissione medica istituita presso le Asp, rimedio che, sia detto per inciso, la lavoratrice non ha mai inteso esperire. Ove fossero residuati stati patologici la lavoratrice avrebbe potuto e dovuto fare ricorso alla prosecuzione della malattia ovvero farsi rilasciare dai soggetti preposti un’attestazione di nuovo evento morboso, mentre alcun rimedio in tal senso ha inteso attivare, evidentemente perché non ne sussistevano i presupposti, tuttavia rimanendo ingiustificatamente assente dal giorno 11 ottobre 2019 fino alla data odierna ed esponendosi così a contestazione disciplinare».

In buona sostanza l’azienda afferma che la 61enne, dopo il periodo di malattia scaduto l’11 ottobre scorso, non è più rientrata ed è quindi a tutt’oggi assente ingiustificata. Nel mentre avrebbe prodotto una certificazione, non valida sotto il profilo legale, per ottenere una valutazione di inidoneità a svolgere le proprie mansioni.

Il giallo della panchina

«In estrema sintesi – dichiara ancora la ditta nel comunicato - non corrisponde al vero che la signora Tripargoletti sia costretta da lungo tempo a vivere su una panchina per lavorare: la problematica legata alla gestione del rapporto di lavoro si è presentata per alcuni giorni del mese di luglio e del mese di settembre, dopodiché la lavoratrice è rimasta ininterrottamente assente dal lavoro fino ad oggi, per cui quanto da Ella rappresentato agli organi di informazione è frutto di pura e strumentale invenzione al deliberato fine di creare un caso mediatico, fare vittimismo e stimolare il sollevamento dell’opinione pubblica contro la parte datoriale, rea semplicemente di aver applicato le norme di legge e di contratto: prova ne sia che alcuna azione legale, né la lavoratrice né tantomeno il sindacato che la rappresenta, ha inteso intraprendere, come sarebbe stato invece ragionevole attendersi in caso di conclamate violazioni dei diritti dei lavoratori».

Il ruolo del sindacalista

Ci sono poi altri aspetti che suscitano interrogativi. La donna è assistita dal sindacato Ugl nella persona del segretario Giuseppe Brogni. Proprio sul sindacalista la Lav Services punta l'indice, affermando che avrebbe prospettato più volte soluzioni poco ortodosse della questione, «volte a favorire l’accesso al trattamento di disoccupazione previo licenziamento della lavoratrice per giusta causa, soluzione inaccettabile per l’azienda poiché contraria alle reali dinamiche tra le parti».

Ampia disponibilità verso la lavoratrice

La Lav Services ribadisce di avere manifestato a Grazia la più ampia disponibilità: «Per venire incontro alle continue esigenze della lavoratrice più volte l’azienda ha predisposto bonifici di anticipo salariale, comunque senza mai ritardare il pagamento delle mensilità dovute né per lei, né per il resto del personale ed i collaboratori a vario titolo, cosa facilmente riscontrabile in forza della tracciabilità dei flussi economici mensili». Ancora, la ditta sottolinea che nel mese di agosto, per un breve periodo è stato concesso alla lavoratrice un cambio turno «giustificato esclusivamente dalla chiusura di alcuni uffici e dalla ridotta presenza di utenza nel periodo estivo, nella piena consapevolezza della provvisorietà della variazione, nell’auspicio che nelle more la Tripargoletti sarebbe riuscita ad ovviare al suo problema attraverso un cambio di residenza oppure attraverso una rinnovata organizzazione della sua vita personale con l’ausilio di altri familiari. L’azienda ha anche proposto alla lavoratrice di accollarsi eventuali spese di cambio di residenza nell’intento di avvicinarla al luogo di lavoro, ossia costi di anticipo mensilità per locazione o trasloco, con un contributo che in alcun modo le era dovuto ma che, visto lo specifico caso umano, avevamo accordato».

Cambiare turno? Non si può

Infine la Lav Services dice la sua anche in merito alla rigidità degli orari di lavoro. I turni di pulizia negli uffici della Motorizzazione sono i seguenti: dal lunedì al venerdì dalle ore 5,30 alle ore 7,30; il sabato dalle ore 6,00 alle ore 7,00. «Non sono modificabili – spiega l’azienda - poiché articolati sulla base delle esigenze della committenza e sulla necessità di assicurare il servizio durante gli orari di chiusura al pubblico dei locali della Motorizzazione Civile e di assenza dei dipendenti; i predetti orari sono stati valutati, concertati e convenuti con l’intero personale, compresa la Tripargoletti, all’atto del subentro nell’appalto ed una loro modifica andrebbe, tra l’altro, ad incidere ingiustificatamente sulla posizione di altri dipendenti, con inevitabili ripercussioni sul rimanente personale».

Il problema resta

Al di là del conflitto tra Grazia e la Lav Services, resta il problema dell'assenza di un servizio di trasporto pubblico nelle ore notturne. Il dibattito alimentato in queste ore dalla storia della signora Tripargoletti ha contribuito all'emersione di un disagio manifestato da nutrite categorie di lavoratori, impiegati di call center e di locali della movida soprattutto, costretti a chiedere supporto a parenti e amici laddove non dispongano di un mezzo privato per gli spostamenti. «Qualche anno fa - scrive in una nota il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto commentando la vicenda - avevo promosso l’importanza del trasporto pubblico locale nell’area urbana con l’istituzione della circolare Cosenza-Rende, che avrebbe funzionato anche in orari notturni e nei giorni festivi». Poi l'appello del primo cittadino bruzio: «Oltre a indignarmi e a esprimere la mia solidarietà alla signora Grazia, non posso fare altro che rivolgere un appello alla ditta dove presta servizio: mi auguro che possano essere modificati i turni di lavoro risolvendo così una condizione emergenziale che davvero non si può accettare».

 

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Salvatore Bruno
Giornalista

Giornalista e reporter televisivo da oltre vent'anni, ha maturato una lunga esperienza nella comunicazione istituzionale occupandosi dei rapporti con la stampa di diverse figure politiche.

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