Il principe Fabrizio Salina e atmosfere da gran ballo.Florio emigrati da Bagnara Calabra a Palermo dopo l'ennesimo terremoto. La ripartenza da un'aromateria per poi arrivare a dominare lo sviluppo industriale nella città in cui insisteva dei principali porti nel Mediterraneo.

“Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa e il declino dei nobili. L'ascesa della nuova borghesia e i Leoni di Stefania Auci. A far da sfondo la Sicilia dell'Ottocento.

Nella giornata internazionale della Donna, Calabria e Sicilia si incontrano nel museo del Bergamotto di Reggio Calabria, sulle orme letterarie dei Leoni e del Gattopardo e tra i profumi dell'oro verde.

Si incontrano e intrecciano le loro storie nel segno delle Leonesse, dunque delle donne molto poco note della dinastia Florio. Dalla moglie di Paolo, donna Giuseppina Saffiotti, a donna Giulia Portalupi che rubò il cuore di Vincenzo fino alla moglie di Ignazio junior donna Franca Florio (Francesca Jacona della Motta di San Giuliano) e le figlie Igiea e Giulia Florio.

I Florio: dall'aromateria all'impero commerciale

Originaria di Bagnara Calabra e ancora prima di Melicuccà, la famiglia Florio ebbe una storia che si dipanò nella ricca Palermo degli anni a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Il suo impero aziendale spaziò dalla chimica alla vineria, dal turismo all'industria del tonno. Un prestigio accresciutosi anche da una flotta di novantanove navi.

Tante le suggestioni offerte al pubblico in occasione dell'incontro "Le donne dei Florio: Leonesse di Calabria & Sicilia" promosso congiuntamente dalla Confraternita del Bergamotto e del Cibo di Reggio, dall'Accademia e il museo Museo del Bergamotto, la Confraternita della Frittola Reggina e BergaModels Fashion Academy.

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