Musica, i corsi del conservatorio di Vibo al liceo classico di Catanzaro

VIDEO | Si rafforza l'offerta musicale dei giovani catanzaresi grazie ad un progetto della Regione Calabria.

di Rossella  Galati
4 ottobre 2019
17:32
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Nuove opportunità in arrivo per i giovani catanzaresi con la passione per la musica. Grazie infatti ad un progetto regionale e alle risorse destinate all’alta formazione il conservatorio di musica Torrefranca di Vibo Valentia e il Liceo Classico Galluppi di Catanzaro hanno siglato un protocollo d’intesa per la realizzazione di corsi propedeutici finalizzati all’acquisizione delle competenze necessarie per poter accedere ai corsi di diploma accademico di I livello con un’offerta formativa diversificata: dagli strumenti ad arco a quelli a fiato, dalle percussioni al pianoforte passando per il canto. 

 

«Si possono iscrivere ragazzi che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria superiore di II grado oppure ragazzi che potranno conseguire questo titolo entro i tre anni del corso» ha spiegato in conferenza stampa a Catanzaro Francescantonio Pollice, direttore Conservatorio Fausto Torrefranca. Il percorso formativo prevede i corsi di base, che saranno curati dall’associazione catanzarese Promocultura, i corsi propedeutici affidati ai docenti del  conservatorio che si svolgeranno nei locali del liceo Galluppi  e infine i corsi accademici che si svolgeranno  a Vibo. Chi lo vorrà potrà poi conseguire il II diploma accademico universitario. «L’obiettivo è quello di creare un rapporto sinergico tra le scuole dando la possibilità ai giovani studenti di avvicinarsi quanto più possibile al mondo della musica – ha sottolineato Davide Rotella, presidente dell’associazione Promocultura -. I corsi di base pre accademici, denominati A e B, di cui ci occupiamo in base alla convenzione con il conservatorio, si svolgeranno presso l’Istituto Comprensivo Lampasi Todaro di Catanzaro».

Una rete tra scuole

«Nello specifico - ha aggiunto il direttore Pollice - con questo progetto il conservatorio Torrefranca torna a Catanzaro e questo ritorno è merito di due situazioni: una è la convenzione siglata a suo tempo con il liceo classico Galluppi. La seconda è l’assegnazione da parte della Regione Calabria di importanti risorse finanziarie. Uno degli aspetti di questo progetto prevede di costituire una rete con le scuole secondarie di II grado che formi i ragazzi che successivamente si iscriveranno ai corsi accademici di primo livello presso il Conservatorio, che sono corsi universitari. Abbiamo quindi realizzato due poli didattici, uno con il liceo classico di Nicotera e l’altro con il liceo classico di Catanzaro. Uno degli elementi sottolineati dalla Regione Calabria è proprio la costituzione di reti fra scuole con caratteristiche diverse. Il conservatorio è una scuola universitaria, il liceo classico è una importante scuola di secondo grado. Questa rete permette di costruire l’ossatura che consentirà a giovani che vogliono ampliare il loro percorso formativo con la musica di iscriversi poi, se le competenze lo consentiranno, ai corsi accademici di primo livello a Vibo Valentia».

Musica e scuola

Il progetto arricchisce dunque l’offerta di una scuola, il Galluppi, che da decenni educa i giovani a tutte le espressioni artistiche e musicali con diversi laboratori di musica classica, pop e rock e di educazione all’ascolto. «Questa nuova frontiera aperta con il conservatorio grazie ad un progetto finanziato dalla Regione Calabria ha due dimensioni importanti – per la dirigente del Liceo Classico Galluppi Elena De Filippis -: la prima è quella che i nostri alunni potranno entrare in contatto con i docenti del conservatorio che verranno qui a svolgere i corsi propedeutici. Il secondo aspetto è quello relativo all’orientamento. Noi abbiamo tanti ragazzi iscritti a Vibo Valentia, a diverse specialità di strumenti musicali, alcuni cantano anche in modo professionale. E il fatto che qui ci sia un nucleo che in qualche modo recupera le loro competenze già acquisite, a mio avviso, è una bella prospettiva. L’accademia di solito lavora un po’ lontano dalle scuole e il fatto che vi entri, garantisce una crescita, uno scambio culturale che può essere solo produttivo per i nostri alunni».

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