Cosenza, oggi la presentazione dello spettacolo 'Mio cognato Mastrovaknich'

La conferenza stampa per presentare la nuova pièce alle 16.30 nella sala convegni della Fondazione Europa mezzogiorno Mediterraneo a Cosenza

di Redazione
15 ottobre 2015
08:28
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Oggi alle ore 16.30, nella sala convegni della Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo a Cosenza (CorsoTelesio n°5), si svolgerà la conferenza stampa per presentare la pièce inedita “Mio cognato Mastrovaknich” scritta da Ciro Lenti, regia di Adriana Toman e interpretata da Marco Silani e Paolo Mauro. Una produzione dell’associazione culturale “Arciere” e distribuita dalla Fondazione Lilli.



Nel corso dell’incontro sarà presentato lo spettacolo che debutterà domenica 18 Ottobre negli spazi del campo di Ferramonti di Tarsia, alle ore 18.30 . Alla conferenza stampa saranno presenti: Adriana Toman , regista; Ciro Lenti , autore; gli attori Marco Silani e Paolo Mauro ; e i rappresentanti della Fondazione Lilli. 



Un testo inedito che indaga un tragico fenomeno epocale attraverso il racconto tutto “calabrese” (misconosciuto dai grandi storiografi) di Ferramonti di Tarsia. Tra il giugno e il settembre 1940, fu realizzato, per volere del regime fascista, un campo di internamento per ebrei in questo piccolo centro del cosentino. Un campo di internamento e non di “concentramento” conosciuto dalla comunità ebraica, in Italia sono stati scritti anche dei libri, ma su quelli di storia non trova ancora una giusta collocazione. Un gioco teatrale che pone domande scottanti sulle cecità storiche dell’Olocausto e sulla disarmante attualità di pregiudizi e preconcetti che scatenarono la Shoah.



“Mio cognato Mastrovaknich” Anno 1943. Nel campo di concentramento di Ferramonti, Uccio, un giovane fabbro del luogo, condannato per reati comuni, viene rinchiuso per errore nella baracca degli omosessuali (che a quel tempo venivano perseguitati quali “nemici della razza”). Il giovane è decisamente preoccupato perché teme che nel paese possano diffondersi voce calunniose che mettano in discussione la sua virilità. In cella conosce Mastrovaknic, un professore polacco, da tempo in Italia. Il rapporto fra i due è all’inizio decisamente conflittuale, soprattutto a causa dei pregiudizi di Uccio.

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