Vibo, prostituzione minorile: tre arresti. In manette anche un sacerdote -Video

Un cittadino bulgaro offriva le prestazioni sessuali di un minorenne all'ex parroco di Zungri e ad un'altra persona. Contestato anche il reato di corruzione di minorenne

16 novembre 2016
09:44
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Nelle prime ore della mattinata odierna la Squadra Mobile di Vibo Valentia ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, a carico di M.I., di nazionalità bulgara, pregiudicato, P.F.A., pensionato e Don Felice La Rosa, sacerdote.

 

Tutti sono ritenuti responsabili, a diverso titolo, della commissione dei reati di prostituzione minorile e corruzione di minorenne aggravati. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile vibonese hanno tratto spunto dalle investigazioni avviate in ordine all’omicidio di Francesco Fiorillo, avvenuto a Vibo Valentia lo scorso 16 dicembre 2015, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

 

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Nel corso di attività tecnica d’intercettazione, avviata nei confronti di persone ritenute vicine alla vittima, al fine di individuare gli autori ed il movente del suddetto delitto, emergevano chiari ed incontrovertibili elementi di responsabilità a carico dei tre arrestati, con riguardo ai reati di prostituzione minorile e corruzione di minorenne.

 

In particolare, il bulgaro M.I. proponeva agli altri le prestazioni sessuali di un quindicenne straniero, chiedendo in cambio un corrispettivo in denaro per entrambi. Dalle intercettazioni telefoniche si ha modo di apprendere, in modo esplicito, che sia P.F.A. che il sacerdote don Felice La Rosa hanno accettato la proposta pagando, a fronte delle prestazioni sessuali del ragazzo, la cifra di 50 euro che M.I. e la vittima hanno diviso, rispettivamente, nella misura di 20 e 30 euro a testa.

 

Le ulteriori indagini, eseguite con il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catanzaro, competente per il reato di prostituzione minorile, e nello specifico del Procuratore Capo dr Nicola Gratteri, del Procuratore Aggiunto dr Vincenzo Luberto e del sostituto procuratore Debora Rizza hanno permesso di accertare che M.I., non esitava a coinvolgere nei turpi incontri anche altri minori, allorquando gli si presentava l’occasione. L’operazione è stata convenzionalmente denominata “Settimo Cerchio”.

 

 

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