Viaggio da incubo sul Frecciabianca: Roma-Vibo senza aria condizionata

Il racconto di una viaggiatrice in Prima classe: «Scandaloso. Treno guasto ancor prima di partire, ho avuto un malore»

di A. S.
venerdì 28 giugno 2019
17:30
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Un Frecciabianca
Un Frecciabianca

«Quanto successo è scandaloso perché il treno è partito già in quelle condizioni, non ha avuto un guasto strada facendo». È un fiume in piena Francesca, arrivata alla stazione di Vibo Valentia-Pizzo dopo un vero e proprio viaggio da incubo. Centinaia di persone, partite da Roma Termini con il Frecciabianca delle 10:10, hanno infatti dovuto affrontare ore di viaggio in condizioni terribili a causa di un guasto all’impianto di areazione: «I primi dieci minuti – prosegue - abbiamo aspettato, convinti che avrebbero provveduto a risolvere il problema, e invece niente. C’erano bimbi molto piccoli, neonati, anziani. La temperatura esterna alla partenza era di 33 gradi, vi lascio immaginare quella interna, sicuramente superiore ai 40, anche perché il treno era pieno di viaggiatori».


Persone che, con il passare dei minuti e l’aumento costante della temperatura, si vedono costretti a rimediare da soli: «Quando si è capito che il problema non sarebbe stato risolto, ognuno ha cercato riparo nelle altre carrozze: sembrava di assistere a una transumanza, da un vagone a un altro, avanti e indietro. E pensare che eravamo in Prima classe!»


Il guasto ha interessato infatti sia la Prima che parte della Seconda, con il personale Trenitalia che si è prodigato ad assistere soprattutto i più piccoli e gli anziani: «Hanno portato acqua fresca e ci hanno distribuiti in altre carrozze, ma non è che le cose siano migliorate, anche lì o era guasto o andava a singhiozzo. Io stessa ho avuto un malore e ho dovuto cambiare posto».


Una condizione che non ha avuto soluzione, «perlomeno finché ci sono stata io – spiega Francesca -. Scesa a Vibo-Pizzo sono andata subito a fare reclamo, e con me tutti gli altri. Ma il treno ha proseguito per Reggio e non credo sia andata meglio».

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