Maltempo, conta dei danni nel Cosentino. Alcune scuole non apriranno: ecco quali

FOTO E VIDEO | Sull'alta costa tirrenica tetti scoperchiati, mezzi pesanti rovesciati, alberi sradicati. Dopo la neve è arrivato il vento. Domani alcune amministrazioni comunali hanno deciso di tenere gli studenti a casa

di Francesca  Lagatta
domenica 24 febbraio 2019
21:06
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Da 24 ore il Tirreno cosentino non conosce pace. Dopo essersi svegliato ieri mattina sotto un'insolita coltre di neve, in tarda mattinata il candore dei cristalli di ghiaccio ha lasciato il posto a raffiche di vento fortissime, che stanno facendo registrare incidenti e danni gravissimi.

 

I mezzi in balia del vento

Almeno tre i mezzi che si sono ribaltati lungo la ss 18 nelle ultime ore. Il primo, adagiandosi lateralmente sul manto stradale, è stato un furgone telonato condotto da in uomo residente nella provincia di Salerno che è rimasto bloccato all’interno dell’abitacolo del veicolo. È stato subito soccorso e fortunatamente non ha riportato gravi ferite. L’incidente si è verificato in località Tufo di San Nicola Arcella. Lo stesso tratto di strada, un centinaio di metri prima, è stato nuovamente teatro di incidente stradale questa mattina. Stavolta a ribaltarsi è stato un tir che stava percorrendo l'omonimo ponte. Stessa situazione a San Lucido, dove un altro mezzo pesante si è piegato su se stesso. Sempre a San Lucido, ieri sera il vento ha spazzato via un'auto da un parcheggio, facendola finire in bilico su una collinetta che sovrasta una stradina trafficata.

 

Disagi ovunque

I danni si sono registrati ovunque. Tetti scoperchiati, alberi spezzati, vetri e finestre rotte e linea ferroviaria in tilt. A San Nicola Arcella il tratto di ss 18 che comprende i due ponti, Canal Grande e Tufo, è stata chiusa al traffico dall'Anas. Il traffico è stato deviato lunga l'arteria cittadina.
A Scalea diversi alberi sono stati sradicati, mentre alcuni camionisti hanno sostato a lungo in una piazzola adiacente al lungomare perché la strada era diventata impraticabile. Lungo la superstrada, un po' ovunque, diversi cartelloni pubblicitari hanno ceduto, così come grossi tronconi e rami, finendo sull'asfalto e causando enorme rischio per i passanti.
A Santa Maria del Cedro danneggiate alcune staccionate delle strutture balneari e alcuni arredamenti, compresi i giochi per bambini. Sulla via che collega la ss 18 alla frazione Marcellina, alcune lamiere si sono staccate da una baracca e sono state scaraventate sul prato. A Paola da alcune case del centro si sono staccati pezzi di mattone e cemento e sono finiti sulla strada principale. A Fuscaldo, all'altezza dell'uscita sud di Guardia Piemontese, il tetto di una costruzione si è staccato e ha finito la sua corsa contro il guarda rail della ss 18. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco che ha consentito di limitare i rischi per gli automobilisti e successivamente di rimuovere la copertura. La linea ferroviaria sembra invece essersi normalizzata e i ritardi si aggirano intorno ai 20 minuti, ma solo per alcuni convogli. Nulla a confronto delle 13 ore fatte registrare la notte scorsa.


Domani chiuse alcune scuole

Molti sindaci hanno raccomandato prudenza, chiedendo di uscire di casa solo se necessario. Al momento le condizioni climatiche destano ancora preoccupazione e la velocità dei venti non accenna a diminuire. Sono quattro, al momento, le amministrazioni comunali del Tirreno cosentino che hanno deciso di chiudere le scuole per domani. «Si comunica che, a causa delle avverse condizioni meteo, le scuole presenti nel comune di San Lucido rimarranno chiuse in data 25 febbraio 2019 - è scritto sulla pagina facebook dell'ente -. Tale chiusura al fine di permettere un controllo di eventuali danni. Nella giornata di domani verranno forniti ulteriori aggiornamenti». Stessa situazione a Paola e Scalea, mentre il sindaco di San Nicola Arcella ha ordinato la chiusura per i giorni di 25 e 26 febbraio.
In serata, anche Fuscaldo e Guardia Piemontese hanno deciso di emettere l'ordinanza di chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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