Calabrese trovato carbonizzato, la comunità di Molochio è incredula

VIDEO | L’elettricista è stato rinvenuto cadavere a Torvaianica insieme all'amica. Il sospetto che sia un omicidio-suicidio respinto con forza dai compaesani dell’uomo

di Agostino Pantano
21 giugno 2019
14:44
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Molochio è ancora incredula. In pochi parlano e chi accetta di farlo lo fa solo per difendere la memoria di Domenico Raco, l’elettricista al centro del giallo di Torvaianica. Da quando sul litorale romano è stato trovato il suo corpo carbonizzato, assieme a quello della sua amica Maria Palazzi, la notizia è rimbalzata fra lo stupore dei molochiesi grazie all’amplificazione dei media nazionali specializzati nei cold case di cronaca. Il sospetto che quello andato in scena nella Ford Fiesta della donna sia un femminicidio-suicidio viene respinto dai compaesani della vittima.

Nel piccolo centro aspromontano parlano tutti bene dell’operaio emigrato a Roma 10 anni fa. Nessuno crede possibile un gesto terribile del genere, e i suoi amici si commuovono davanti alle nostre telecamere. Raco lascia a Molochio una famiglia numerosa, il padre pensionato che ha dedicato la sua vita al lavoro nei campi e una madre anziana e malata. Chi l’ha conosciuto racconta che tornava spesso in paese, senza apparire turbato o scosso da una relazione che – il fidanzato dell’altra vittima – continua a definire di sola amicizia tra Raco e la Palazzi. Non si conosce ancora la data dei funerali, che saranno in Calabria, poiché la Procura di Roma ha disposto l’autopsia sui due cadaveri e l’esame verrà effettuato sabato.

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Agostino Pantano
Giornalista
Agostino Pantano, giornalista professionista, 43 anni, vive a San Ferdinando. È stato corrispondente dei quotidiani Gazzetta del Sud e Il Domani della Calabria. Dal 2006 al 2010 ha diretto la redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora. Con altri colleghi, usciti dal giornale per contestare la linea editoriale, ha fondato Il Corriere della Calabria, un periodico e un sito on line per cui ha lavorato come redattore. Ha collaborato con Le Cronache del Garantista e L’Unità. Ha diretto il mensile A Sinistra e la Web Tv Pianainforma.   Dal 2010 al luglio 2016 è stato al centro di un caso giudiziario tra i più gravi nella storia del giornalismo italiano: processato due volte per la sua inchiesta sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Taurianova, e in un caso per il reato di “ricettazione di notizie”, è stato assolto in entrambe le occasioni.   È componente del Consiglio nazionale dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani). È iscritto all’associazione “Articolo 21”. E’ laureato in Scienze Politiche con una tesi sulla storia del V° Centro siderurgico di Gioia Tauro.
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