Tirreno cosentino, archiviata la maxi inchiesta sui cartelloni pubblicitari

Nel marzo 2017 finirono sotto indagine 13 persone ritenute responsabili di aver favorito alcune ditte. Oggi il tribunale di Paola ha smontato le accuse della procura

di Francesca  Lagatta
1 agosto 2019
15:50
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Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola, Maria Grazia Elia, ha archiviato l'inchiesta sui cartelloni pubblicitari disclocati nel territorio di Acquappesa e Guardia Piemontese che, nel marzo 2017, due mesi prima dell'insediamento del nuovo procuratore Pierpaolo Bruni, aveva portato al sequestro di 17 pannelli di grosse dimensioni (6 metri x 3) e l'iscrizione di 13 persone nel registro degli indagati, tra cui i sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese, rispettivamente Giorgio Maritato, oggi libero da ogni carica pubblica, e Vincenzo Rocchetti. «La richiesta di archiviazione avanzata dal pm (a maggio scorso, ndr) - scrive la dottoressa Elia - merita di essere accolta poiché, avuto riguardo al contenuto degli atti di indagine e agli esiti dell'udienza camerale, gli elementi raccolti non sono sufficienti a sostenere l'accusa in giudizio, non apparendo idonei a superare il vaglio dibattimentale al fine di addivenire ad una pronuncia di penale responsabilità degli odierni indagati».

Quali erano le accuse

Secondo il quadro accusatorio ricostruito all'epoca dal pm Anna Chiara Fasano, amministratori e tecnici comunali avrebbero favorito alcune società pubblicitarie prive dei requisiti morali e in palese violazione del codice degli appalti pubblici. Addirittura si era ipotizzata la collusione tra i funzionari pubblici e la cosca Muto di Cetraro, per via del coinvolgimento nella vicenda di alcuni soggetti ritenuti intranei al clan.

Ma oggi il gip del tribunale paolano archivia definitivamente la faccenda, disponendo oltretutto il dissequestro dei cartelloni pubblicitari. Il pubblico ministero evidenzia come «le indagini espletate non hanno dimostrato né la collusione né i mezzi fraudolenti, essendosi verificati tra gli indagati incontri temporalmente scollegati e distanti dagli atti di affidamento». In particolare, in riferimento ai rapporti esistenti tra i titolari delle agenzie pubblicitarie coinvolte, «l'ipotesi dell'esistenza di una associazione a delinquere non è confortata dalle emergenze investigative, apparendo piuttosto un'intesa tra imprenditori operanti nel medesimo settore al fine di conseguire un reciproco vantaggio dai rispettivi contatti e strutture, tenuto altresì conto dell'assenza di reati scopo del presunto sodalizio».

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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