Reperti trovati in una stalla: «Tesoro restituito ai cittadini»

Si tratta di monili e vasellame risalente al periodo tra IX e VIII secolo aC rinvenuti a Cirò Marina. Il possessore è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica

di Giuseppe Laratta
mercoledì 16 maggio 2018
14:10
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Un vero e proprio tesoro archeologico: è quello scoperto dai Carabinieri di Cirò Marina, nel crotonese, in una stalla all'interno di un'azienda agricola; gli uomini erano intenti ad effettuare alcune perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi e materiale esplosivo, quando invece hanno ritrovato circa quaranta oggetti dell'Età del Bronzo. In particolare, si tratta di vasi, bracciali, orecchini e anelli provenienti da alcune tombe dell'area del cirotano, tenuti in ottimo stato risalenti, appunto, all'Età del Bronzo o al periodo ellenistico; solo con gli accertamenti della Soprintendenza ai Beni Culturali si potrà affermare l'esatta età storica di ogni bene ritrovato.

Denunciato agricoltore

Il possessore – un agricoltore, P.G. Classe 1950 – è stato deunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Crotone per ricettazione e appropriazione di beni appartenenti allo Stato. Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa durante la quale il capitano dei Carabinieri di Cirò Marina, Alessandro Epifanio, insieme al luogotenente Antonio Rocca, e al funzionario per i beni archeologici di Cirò – Cirò Marina Maria Grazia Aisa, hanno illustrato il tesoro.

Tombe presenti nel comune di Cirò

«I reperti – ha dichiarato Epifanio – molto probabilmente sono riconducibili a quelle che sono le tombe presenti nel territorio di Cirò, e verranno poste all'attenzione della Soprintendenza per le analisi e la quantificazione del valore del sequestro. Sicuramente, questa è una grande manifestazione di quella che è la ricchezza del nostro territorio, il quale a volte è “maltrattato” da criminalità organizzata, ma che può dare tanto sia ai cittadini che ai turisti. In questo caso possiamo affermare che quanto ritrovato deve essere rimesso in fruizione alla popolazione del crotonese, in quanto accresce il valore anche di questa terra».

Reperti risalgono al IX e VIII secolo aC

Secondo quanto esplicato dalla dottoressa Aisa riguardo all'età dei beni, «siamo tra il IX e l'VIII secolo a.C., in un'epoca in cui il mondo italico ha un periodo di grande sviluppo in termini economici, e ce lo indicano la ricchezza dei corredi tombali di questo periodo. Siamo di fronte a tombe della classe elevata che vuole dimostrare, anche con ciò che viene deposto nella tomba, il proprio ceto. Ecco la presenza dei monili, delle fibule da cerimonia, e la presenza spesso di una grande quantità di vasi. Sono materiali che ancora non sono esposti nei nostri musei, e ci auguriamo che ciò servirà proprio a rimpinguare questo settore noto agli esperti, poiché sono materiali che in parte sono stati già rintracciati e recuperati, ma che ancora non hanno visto un'esposizione adeguata».

Tra i vari reperti non è esclusa l'ipotesi contraffazione nei materiali risalenti all'età ellenistica, poiché nel mercato clandestino è quello che maggiormente viene contraffatto; non è stato possibile, per ora, stimare il valore delle merce ritrovata, anche se si ipotizza un stima di qualche migliaia di euro di valore.

 

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