Spilinga, sequestrato il depuratore per sversamento di reflui fognari

Indagate due persone su disposizione del Tribunale di Vibo Valentia. Fanghi smaltiti illegalmente nella fiumara Brattirò

di G. B.
martedì 24 luglio 2018
18:15
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Il depuratore sequestrato
Il depuratore sequestrato

Sequestrato in via preventiva dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Graziamaria Monaco, il depuratore di Spilinga in accoglimento di una richiesta del procuratore Bruno Giordano. Le indagini sul campo sono state condotte dalla sezione di polizia giudiziaria, Aliquota carabinieri-Nucleo Ambiente della Procura diretti dal luogotenente Gaetano Vaccari, e dagli uomini della Capitaneria di Porto

Due gli indagati: Adriano Ferro, 30 anni, di Botricello, legale rappresentante e direttore tecnico della Multiservizi Scarl, con sede a Botricello, e Concetto Porcelli, 62 anni, di Spilinga, in qualità di responsabile pro tempore dell’ufficio tecnico comunale di Spilinga. Adriano Ferro è accusato di aver abbandonato rifiuti speciali non pericolosi all’interno della fiumara Brattirò e nello specifico i fanghi di depurazione provenienti dall’impianto di trattamento delle acque reflue del Comune di Spilinga, omettendo di avviarli a recupero o smaltimento secondo le previsioni del Testo unico ambientale. 


È poi accusato del reato di frode nelle pubbliche forniture contravvenendo con tali condotte al contratto sottoscritto il 27 luglio dello scorso anno fra la Multiservizi ed il Comune di Spilinga e segnatamente non avendo rispettato l’affidamento del servizio integrato di conduzione, custodia, controllo e gestione dell’impianto di depurazione comunale e della stazione di sollevamento fognaria ad esso afferente, smaltendo fraudolentemente - secondo l’accusa - mediante immissioni nel corpo ricettore, cospicui quantitativi di fanghi di depurazione che dovevano invece essere avviati per lo smaltimento.


La condotta viene contestata dal 27 luglio 2017 sino al 4 luglio scorso. Concetto Porcelli è invece indagato per il reato di omissione di atti d’ufficio non avrebbe predisposto i necessari interventi finalizzati alla risoluzione delle numerose criticità presenti sull’impianto di depurazione comunale di Spilinga ed agli adempimenti prescritti nell’autorizzazione allo scarico rilasciata dalla provincia di Vibo.


In concorso con Adriano Ferro, Concetto Porcelli
 è anche indagato per il reato di “getto pericoloso di cose” poiché avrebbero consentito lo sversamento all’interno della fiumara Brattirò di “cose atte ad imbrattare”, nello specifico i fanghi derivanti dal processo di depurazione delle acque reflue provenienti dall’impianto di trattamento comunale di Spilinga. 


Evidenti le criticità riscontrate dagli investigatori nel depuratore di Spilinga: una delle tre linee acque/fanghi è risultata fuori uso; una delle tre pompe della stazione di sollevamento è risultata in avaria per blocco termico; la condotta by pass della stazione di sollevamento è risultata priva di paratoria e del misuratore di portata nonché dei sistemi di telecontrollo; il nastro pressa fuori funzione; la vasca di raccolta sabbie piena ed invasa da vegetazione spontanea. Inefficienze che hanno determinato uno sversamento incontrollato ed illecito dei reflui fognari causando trascinamenti di fanghi nella vasca di clorazione e conseguentemente nel limitrofo corpo recettore finale, ovvero la fiumara Brattirò, con seri danni ambientali. 

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G. B.
Giornalista
Giuseppe Baglivo è stato collaboratore del quotidiano Calabria Ora dal settembre 2006 ad agosto 2007. Redattore e responsabile della cronaca giudiziaria del quotidiano Calabria Ora per la redazione di Vibo Valentia dal settembre 2007 ad ottobre 2009. Nello stesso periodo per il quotidiano Calabria Ora ha realizzato molteplici inchieste riguardanti l’intero territorio regionale. Da agosto 2010 ad oggi è collaboratore della Gazzetta del Sud, redazione di Vibo Valentia, con competenza in tutti i settori (sport escluso). Dal gennaio 2013 è corrispondente unico dell’Agi (Agenzia giornalistica Italia) per Vibo Valentia e provincia. Dal novembre 2015 al 29 dicembre 2016 è stato redattore e responsabile della cronaca nera e giudiziaria del quotidiano online calabrese Zoom24.it, giornale web che ha contribuito a far nascere. Nel gennaio 2011 dalla Fondazione dedicata a Giuseppe, “Pippo”, Fava (il giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 gennaio 1984) ha ricevuto a Catania il Premio Nazionale “Giuseppe Fava” conferito ai giornalisti “particolarmente impegnati nella battaglia contro le mafie”. Specializzato in cronaca giudiziaria, nera e giornalismo d’inchiesta, ha seguito i più importanti processi contro la ‘ndrangheta, la corruzione nella pubblica amministrazione e la malasanità celebrati negli ultimi dieci anni in Calabria. Alcune sue inchieste giornalistiche hanno portato al commissariamento di diversi Comuni del Vibonese per infiltrazioni mafiose.

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