“Sistema Scimone”, indagini chiuse: sotto inchiesta 49 persone

Avviso di conclusione notificato dalla Dda di Reggio Calabria per i soggetti coinvolti nell’inchiesta “Martingala” che ha svelato l’esistenza di una organizzazione dedita a riciclaggio, usura e intestazione fittizia di beni

di Consolato Minniti
27 dicembre 2018
19:21
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Sono 49 le persone raggiunte dall’avviso di conclusione indagini emesso dalla Dda di Reggio Calabria nell’ambito dell’inchiesta Martingala che, nel febbraio scorso, aveva portato alla scoperta di quello che è stato ribattezzato come “sistema Scimone”. Secondo i magistrati, infatti, a gestire gli affari illeciti vi era Antonio Scimone, noto imprenditore originario della Locride, ma molto attivo anche a Reggio Calabria e in altre regioni italiane. Gli indagati avrebbero messo in piedi un’organizzazione dedita alla commissione di una serie di reati, fra cui riciclaggio, usura, abusiva attività di credito, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, nonché innumerevoli violazioni in materia tributaria. Antonio Scimone, assieme al suo sodale Giuseppe Nirta, «dopo essersi approvvigionato di cospicue somme di denaro contante – scrivono gli investigatori – le ha consegnate a Cosma Damiano Stellitano, il quale, a sua volta, le ha ripartire e consegnate ad alcuni imprenditori toscani operanti nel settore della concia delle pelli. Tali imprenditori, in ultimo, hanno restituito le somme di denaro ottenute, mediante il reinserimento di tali capitali nel tessuto commerciale legale ed, in particolare, saldando fatture per operazioni inesistenti emesse dalla Unipel srl di Giuseppe Nirta, la quale, a sua volta, ha acquistato (sempre cartolarmente) la merce venduta ai conciari, dalla Marapel Srl (altra società gestita di fatto dal sodalizio)».

La struttura associativa

Di tale associazione, secondo la Dda, facevano parte: Antonino Mordà, quale capo e promotore; Pietrangelo Crocé quale organizzatore e poi tutti gli altri partecipi. In particolare – si legge nei capi d’imputazione – «Domenico Mordà, Maria Mordà, Patrizia Mordà, Caterina Palmina Polimeni, Giuseppe Pulitanò, Carmelo Caridi detto “Carmine” (anche per il tramite della moglie Olga Iacopino), quali intestatari formali di quote sociali o ruoli amministrativi in questa, finalizzati ad occultare la riferibilità di tali imprese ad Antonino Mordà, nonché di assumere le decisioni e scelte sociali ed operative-aziendali, indicate da quest’ultimo; gli ultimi due, anche in funzione di concreta collaborazione nelle attività di trasporto di ingenti quantità di contante provenienti dalla Campania e di compartecipazione nella gestione e distribuzione di tali proventi di attività delittuose». E poi ancora, avrebbero fatto parte dell’associazione «Domenico Mordà, Teresa Chirico, Antonino Carlo Chirico, quali consiglieri e sostenitori delle scelte di Antonino Mordà, nonché concreti esecutori delle sue scelte». All’interno del gruppo vi sarebbe anche Domenico D’Agostino, quale «stabile e continuativo detentore di somme di provenienza delittuosa necessarie all’operatività dell’organizzazione criminale». Tindaro Giulio Barbitta e Aldo Crapanzano, invece, sarebbero stati «stabili consulenti dell’associazione, in relazione alle loro specifiche competenze (finanziarie il primo, legali il secondo), volte ad eludere la normativa vigente ed agevolare le attività di riciclaggio e reimpiego che gli altri sodali eseguivano».


L’elenco degli indagati


1. Pierfrancesco Arconte, classe 1968

2. Roberto Simone Argirò, classe 1964

3. Antonio Barbaro, classe 1973

4. Tindaro Giulio Barbitta, classe 1983

5. Pasquale Barrillà, classe 1968

6. Paolo Bilardi, classe 1954

7. Domenico Brizzi, classe 1979

8. Mario Bruzzaniti, classe 1952

9. Pietro Canale, classe 1979

10. Domenico Cangemi, classe 1981

11. Carmelo Caridi, classe 1973

12. Francesca Ceravolo, classe 1976

13. Serafina Ceravolo, classe 1972

14. Antonino Carlo Chirico, classe 1969

15. Teresa Chirico, classe 1943

16. Aldo Crapanzano, classe 1963

17. Pierangelo Crocè, classe 1975

18. Giuseppe Cuzzilla, classe 1970

19. Domenico D'Agostino, classe 1985

20. Francesco D'Agostino, classe 1946

21. Domenico Gallo, classe 1956

22. Andrea Francesco Giordano, classe 1951

23. Olga Stefania Iacopino, classe 1970

24. Antonella Ierinò, classe 1967

25. Antonio Lizzi, classe 1956

26. Francesco Saverio Marando, classe 1978

27. Paolo Mesiti, classe 1968

28. Maria Mollica, classe 1978

29. Rocco Mollica, classe 1996

30. Giorgio Morabito, classe 1974

31. Antonino Mordà, classe 1969

32. Domenico Mordà, classe 1942

33. Domenico "Junior" Mordà, classe 1996

34. Maria Mordà, classe 1964

35. Patrizia Mordà, classe 1964

36. Antonio Nicita, classe 1964

37. Bruno Nirta, classe 1948

38. Giuseppe Nirta, classe 1976

39. Michele Panetta, classe 1964

40. Daniele Pisano, classe 1988

41. Caterina Palmina Polimeni, classe 1980

42. Giuseppe Pulitanò, classe 1973

43. Giuseppe Pulitanò, classe 1988

44. Ferdinando Rondò, classe 1974

45. Antonio Scimone, classe 1975

46. Francescoattilio Scimone, classe 1983

47. Michele Surace, classe 1957

48. Demetrio Turiano, classe 1963

49. Maria Luisa Zangari, classe 1983

 

Consolato Minniti
Giornalista

Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogl...

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