Sequestrate nella Locride 7 mila piante di marijuana. Erano nascoste in un canneto

Le due piantagioni si trovavano a Roccaforte del Greco e a Bovalino; secondo una stima dei finanzieri della compagnia di Melito Porto Salvo la droga avrebbe "fruttato" sul mercato illegale 36 milioni di euro. In corso indagini della Dda reggina e della Procura di Locri 

di Redazione
28 agosto 2018
09:02
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Il comando provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria ha sequestrato due estese piantagioni di marijuana del tipo “Skunk” a Roccaforte del Greco e Bovalino, nella Locride. Secondo una stima tracciata dalle fiamme gialle, dalle infiorescenze si sarebbero ottenuti oltre quattro mila e 500 chili di sostanza stupefacente che sul mercato al dettaglio avrebbero fruttato oltre 36 milioni di euro. Le indagini dei finanzieri della compagnia di Melito Porto Salvo, che si sono avvalsi dell’ausilio degli elicotteri della sezione aerea di Lamezia Terme hanno permesso di individuare le due rigogliose piantagioni di cannabis di un tipo, lo “Skunk” appunto, ottenuto fondendo le linee genetiche native del Messico (l'Acapulco gold), della Colombia (il Colombian gold) e quelle dell'Afghanistan.

 

In tutto sono state trovate quasi 7000 piante nascoste all'interno di un fitto canneto, in alcune parti alto più di 5 metri, e da alberi ad alto fusto; le piante erano di altezza media superiore a un metro e settanta nella piantagione di Bovalino, e ai due metri in quella di Roccaforte del Greco. Secondo gli investigatori il ricavato della vendita al dettaglio della marijuana, ottenuta dalle infiorescenze, era destinato a procurare un ingente introito alla criminalità organizzata della zona. Sotto sequestro anche l'intero impianto di irrigazione “a goccia”, costituito da tubi in gomma, per un totale complessivo di circa 1,5 chilometri, e quattro  timer per l'apertura-chiusura dell'impianto dell'acqua. Ancora in corso le indagini per la ricerca dei “titolari” e gestori della piantagione, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia reggina, in particolare dal procuratore capo Bombardieri e dal sostituti procuratore Massimo Baraldo, e dal pm di Locri Rosanna Sgueglia. 

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