La scuola dei sogni è a Locri, ma in quattro province calabresi 8 su 10 cadono a pezzi

FOTO | Tra luci e ombre il rapporto 2018 di Legambiente sulla sicurezza e l’ecosostenibilità degli edifici che ospitano studenti e insegnanti. Cosenza fa registrare la performance migliore, svettando anche a livello nazionale, ma l’eccellenza è il nuovo polo scolastico dell’infanzia nella Locride. Male Reggio, Crotone e Catanzaro. Vibo non pervenuta. Ecco la situazione provincia per provincia

di Enrico De Girolamo
9 novembre 2018
11:13
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La scuola di Locri
La scuola di Locri

Come accade ogni anno, le polemiche sull’insicurezza e la vetustà degli edifici scolastici calabresi sono gradualmente scemate dopo la ripresa delle lezioni a settembre. Un paio di settimane di confronti infuocati, allarmi lanciati dai genitori, appelli ai prefetti, ai sindaci, ai dirigenti degli istituti e poi tutto torna nel cassetto in attesa di un nuovo giro di giostra mediatica, nella speranza che prima di allora non sia la cronaca a reclamare attenzione.

 

Ultimo posto per la Calabria

Ma i numeri non seguono le logiche dell’attualità, restano lì, a ricordare che le cose, soprattutto in Calabria, non vanno affatto bene, salvo clamorose e confortanti eccezioni.
Così, analizzando il rapporto 2018 di Legambiente sulla sicurezza e l’ecosostenibilità delle scuole italiane, si scopre che nella nostra regione l’82,3% degli edifici che ospitano gli studenti di ogni ordine e grado avrebbero bisogno di urgenti interventi di manutenzione. Un dato che doppia la media nazionale (46,8) e che ci pone all’ultimo posto della classifica, con il vertice opposto occupato dal Trentino Alto Adige, che può ostentare uno sfavillante 0,9%.

 

La situazione nei capoluoghi di provincia

Scendendo nel dettaglio e analizzando la situazione nelle singole province, il dossier di Legambiente avverte in premessa che all’appello mancano le informazioni che riguardano il territorio vibonese, dal quale non arrivano dati sufficienti a stilare le relative classifiche. Tra gli altri capoluoghi di provincia, a svettare su tutti è Cosenza, che si attesta al 17° posto su scala nazionale e prima città del Sud per sicurezza ed ecosostenibilità delle sue scuole. Un dato estremamente lusinghiero, che vede la citta dei Bruzi a pari merito con Bergamo, Bolzano, Gorizia, Trento e Verbania per avere tutti gli edifici a norma per quanto concerne le certificazioni di agibilità, collaudo statico, igienico-sanitaria, di prevenzione incendi. Insomma, 100% di scuole sicure relativamente ai dati pervenuti. Malissimo, invece, vanno Catanzaro (72º posto), Crotone (74º) e Reggio Calabria (79º), che occupano gli ultimi gradini degli 83 che formano la classifica nazionale.
Le scuole delle 4 città risultano edificate prevalentemente tra il 1941 e il 1974 (42,7%), prima dell’entrata in vigore della normativa sull’antisismica, in un territorio classificato a rischio sismico 1 (il più elevato), nel caso di Cosenza e Reggio Calabria, e 2 nel caso di Catanzaro e Crotone. Quelle costruite secondo criteri antisismici sono il 51,6%, prevalentemente a Reggio Calabria, ma a questo dato fa da contraltare la mancanza di controlli: solo nel 14,5% delle scuole calabresi, infatti, risulta eseguita la verifica di vulnerabilità sismica.
I risultati di Cosenza non sono sufficienti, però, a migliorare significativamente la situazione a livello regionale e i dati sulle certificazioni si attestano in modo significativo sotto la media nazionale per quanto riguarda il certificato di agibilità (12,4% contro il 60,4%) certificazione igienico-sanitaria (31,6% contro il 71,9%), prevenzione incendi (16,1% contro il 42,2%); poco sotto il dato medio le scuole con certificato di collaudo statico (51,7%); mentre sono sopra la media in quanto a impianti elettrici a norma (95,7%).
A questi dati, va associato – come accennato all’inizio - quello più evidente relativo alla necessità di manutenzione urgente da parte delle scuole calabresi: ben l’82,3%, a fronte del 46,8% della media nazionale. «Un’esigenza così rilevante – spiega il Legambiente - che si manifesta anche a seguito di interventi realizzati sul 52,2% degli edifici negli ultimi 5 anni e che trova forse una spiegazione nei fondi spesi sia in manutenzione straordinaria che ordinaria: meno di 4mila euro a edificio per la straordinaria (quasi 18mila la media nazionale), circa 3.500 euro per l’ordinaria (quasi 6.700 euro il dato nazionale).


A Locri la scuola dei sogni

L’indagine Ecosistema Scuola, giunta alla XIX edizione, approfondisce poi alcune eccellenze, una sorta di vademecum del “come si dovrebbe fare” che individua in Calabria l’esempio offerto dal nuovo polo scolastico dell’infanzia di Locri, dove in via Virgilio sorge un modernissimo edificio, estremamente efficiente nella capacità di risparmio energetico.
Edificato nello stesso sito che ospitava la vecchia scuola Virgilio, che è stata demolita e ricostruita, il nuovo polo scolastico si sviluppa su un unico piano ed ha una struttura portante in legno lamellare incollato (tavole di abete rosso). La pianta dell’edificio è una corona circolare lungo la quale si sviluppano le 9 sezioni previste per accogliere i bambini. Al centro di questo emiciclo c’è una corte interna destinata ad attività ludiche, di aggregazione e socializzazione all’aperto. La moderna struttura scolastica è realizzata secondo tecniche innovative antisismiche e con i migliori standard di efficientamento energetico.
Il nuovo edificio, in grado di ospitare 225 alunni in 9 classi da massimo 25 bambini ciascuna, si sviluppa su un solo livello soddisfacendo così l’esigenza di mantenere il diretto contatto con il terreno di gioco e di attività all'aperto, garantendo l’accessibilità ai diversamente abili e sviluppando una diretta relazione tra i bambini delle diverse classi.
Insomma, una bella realtà che forse non basterà a far schizzare verso l’alto le medie regionali, ma rappresenta comunque un punto di riferimento tanto da essere citata da Legambiente tra le eccellenze italiane in materia di edilizia scolastica.

 

Enrico De Girolamo

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