Una casa ricolma di solidarietà per Pietro. Scalea commossa dal senzatetto nella capanna

VIDEO | Dopo i servizi di LaCNews24 è partita una straordinaria gara di generosità per aiutare l'uomo che vive per strada nei pressi della stazione ferroviaria. Il Comune gli ha assegnato un appartamento confiscato alla mafia. In centinaia ci hanno contatto per poterlo aiutare

di Francesca  Lagatta
venerdì 11 gennaio 2019
15:52
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Pietro Pace
Pietro Pace

C'è già il lieto fine per la storia di Pietro Pace, il 59enne originario di Potenza, che da 14 anni vive in una baracca costruita con mezzi di fortuna alle spalle della stazione ferroviaria di Scalea. Dopo i nostri servizi sulla vicenda, in mattinata gli uomini della Polizia locale lo hanno raggiunto nel suo rifugio per dargli la bella notizia: per lui è pronta una casetta al quarto piano non lontano dalla stazione, in cui potrà andare a vivere dal prossimo lunedì.

Nella giornata di ieri la nostra redazione aveva raccontato la vicenda nei dettagli, dando vita a una vera e propria catena di solidarietà. I nostri servizi erano stati condivisi migliaia di volte da utenti infuriati per le condizioni nelle quali l'uomo era costretto a vivere tra l'indifferenza generale. Il clamore ha raggiunto anche i palazzi istituzionali e così il sindaco della città, Gennaro Licursi, ha stabilito ieri stesso che Pietro Pace andrà vivere in uno dei numerosi immobili confiscati alla mafia, attualmente in disuso.

«Grazie di tutto»

Non riesce a trattenere le lacrime, Pietro, che oggi incontriamo nuovamente per capire come abbia accolto la notizia. «Ero qui, davanti alla stazione, come ogni giorno - fa segno con le mani indicando una panchina -, quando ho visto arrivare l'auto dei vigili. Mi hanno detto subito che mi avrebbero portato con loro per farmi vedere la mia nuova casa. È bellissima, è al quarto piano e c'è pure l'ascensore. È proprio come la volevo io, qui a Scalea, al centro, così se i miei figli un giorno torneranno, sanno dove trovarmi». Piange mentre lo racconta e non fa altro che ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo. «Non vi conosco, ma vi vorrei abbracciare uno per uno. Non mi dimenticherò mai quello che avete fatto per me».

Il sindaco: «È un grande giorno»

Anche le parole del sindaco Gennaro Licursi trasudano commozione. Raggiunto telefonicamente, ci spiega che dopo il servizio l'amministrazione ha deciso tempestivamente di affidare un appartamento al malcapitato: «Non potevamo rimanere indifferenti - ha detto il primo cittadino -, ho mangiato con lui il giorno alla mensa organizzata per il pranzo di Natale, lo conosco ed è giusto aiutarlo, nessuno deve rimanere indietro. Per la città di Scalea oggi è un grande giorno».

«Ho il desiderio di una doccia calda»

Quale sarà la prima cosa che farà Pietro una volta entrato in casa? «Una doccia calda. La desidero più di tutto. Adesso mi lavo quando posso in un torrente vicino al mio rifugio, ma l'acqua è gelida». E intanto i bei pensieri volano: «Ci sono due televisori in casa, non uno, potrò stare sempre in compagnia, potrò stare anche al caldo. Sono troppo felice, non vedo l'ora». E chissà che con il cuore colmo di gioia non abbia già pensato di ritrovare anche l'amore: «Così come faccio a trovare una donna che si prenda cura di me? Però se faccio la barba, i capelli, mi metto i vestiti puliti, forse forse...».

Come continuare ad aiutare Pietro Pace

Al momento non esistono raccolte fondi autorizzate, né enti o persone incaricati a farlo. L'unico modo per inviare degli aiuti a Pietro Pace consiste nel telefonare agli uffici comunali dei Servizi Sociali di Scalea ai seguenti numeri: 0985/282246 - 0985/282250 - 0985/282269. Gli addetti prenderanno in carico ogni richiesta, che verrà vagliata dall'assessore ai Servizi sociali e alle Pari opportunità Roberta Orrico.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

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