Scalea, sentenze e atti fasulli: arrestato 53enne di origini salernitane

L'uomo non è nuovo agli scandali. Avrebbe prodotto anche altra documentazione falsa riguardante i tribunali di Paola e Cosenza

di Francesca  Lagatta
16 luglio 2019
15:43
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un berretto della finanza e due agenti
un berretto della finanza e due agenti

Un 53enne residente a Scalea, ma originario della zona del Salernitano, è stato arrestato ieri e posto ai domiciliari dalla Guardia di Finanza di Lagonegro, su richiesta della procura della Repubblica della cittadina lucana. Le indagini sono state condotte, unitamente, dagli uomini della polizia giudiziaria, dell'Arma dei carabinieri e della Polizia di Stato. Secondo le accuse, l'uomo, nelle vesti di avvocato, avrebbe più volte prodotto atti e istanze risultati fasulli. Tra i tanti episodi, le Fiamme Gialle contestano anche una falsa sentenza depositata alla Corte d'Appello di Potenza, utile alla difesa del suo assistito, che probabilmente era del tutto ignaro di ciò che stava accadendo. Non è ancora chiaro se l'uomo sia davvero un avvocato o abbia finto anche su questo aspetto. Di certo c'è che l'uomo ha preso parte a diverse udienze nei tribunali in qualità di legale.

Un soggetto già noto

Il soggetto finito ieri agli arresti domiciliari non è nuovo agli scandali. In passato, la Guardia di Finanza di Scalea aveva effettuato dei controlli per una presunta evasione fiscale, nell'ambito di una vicenda dai contorni poco chiari, una presunta truffa in cui sarebbero rimaste coinvolte circa una ventina di persone. Inoltre, l'uomo avrebbe prodotto altra documentazione fasulla. Si tratterebbe sempre di sentenze e atti ma riguardanti i tribunali di Paola e Cosenza

La millantata amicizia con il giudice paolano

Sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, già tre anni fa l'uomo convinse una delle sue vittime a farsi consegnare del denaro per una pratica civile sul cui esito non ci sarebbero stati dubbi. Il motivo era da rintracciarsi nella stretta amicizia con un giudice del tribunale paolano, ovviamente inesistente, con cui il presunto truffatore avrebbe garantito al suo cliente la vittoria in tribunale.

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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