La gaffe di Salvini che attacca Lucano postando il video col prestanome del clan

Il ministro dell’Interno pubblica un filmato in cui un uomo se la prende il sindaco di Riace. Ma l’intervistato ha condanne definitive in inchieste di ndrangheta. Le reazioni del mondo politico

di Redazione
lunedì 8 ottobre 2018
12:26
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«Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, senatore eletto in Calabria, ha rilanciato il video di Pietro Zucco, ex vicesindaco di Riace. Sappiamo finalmente chi ha ispirato la norma per la vendita all'asta dei beni confiscati inserita nel decreto sicurezza: lo stesso Pietro Zucco che piace così tanto al Ministro (ed ai suoi collaboratori)». Così Laura Garavini, senatrice Pd, vicepresidente della Commissione Difesa.


La parlamentare si riferisce al post pubblicato dal ministro dell’Interno sabato scorso in cui un uomo non meglio identificato, intervistato nel 2016 da una tv online, attaccava Mimmo Lucano e il “modello Riace”. Dopo le prime dichiarazioni, l’uomo forniva anche nome e cognome: Pietro Zucco.
A prima vista sembrerebbe un normale cittadino intento a consumare una birra al bar del paese. In realtà l’uomo risulta essere condannato in inchieste di 'ndrangheta come prestanome dei Ruga-Metastasio, la famiglia egemone a Riace e dintorni.


«Zucco – prosegue la Garavini - è coinvolto in più di un'inchiesta come prestanome di boss mafiosi. In particolare, la Procura di Reggio Calabria e la Guardia di Finanza lo accusano di aver consentito ad un boss di continuare a gestire la sua azienda confiscata tramite un banale meccanismo di affitto e scritture private e di essere stato il volto dietro cui si è nascosto il boss Cosimo Leuzzi, ora al 41 bis, per gestire alcune attività di ristorazione. Un vero modello da seguire e far conoscere a tutti i fan del Ministro dell'Interno. Chissà cosa ne pensano dalle parti del Movimento 5 Stelle delle "fake news" del loro compagno di Governo».


Dello stesso tenore anche Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, che su Twitter chiede: «Il ministro degli Interni per screditare Mimmo Lucano si avvale della 'testimonianza' di un arrestato tal Zucco che secondo la Direzione distrettuale antimafia sarebbe il prestanome di un boss della 'Ndrangheta. Salvini sapeva?».

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