A Rossano il venerdì nero delle proteste: operai sui tetti e donne sul piede di guerra

La protesta degli ex operai del verde pubblico, la collera delle abitanti del centro storico senza acqua da giorni e un quartiere in rivolta per disservizi e disagi cronici

di Marco  Lefosse
23 novembre 2018
17:08
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Tra il lavoro che non c’è, tra 150 precari comunali (gli ex Lsu-Lpu) che a fine anno rischiano di andare seriamente a casa, e tra l’acqua e i servizi che mancano, la giornata odierna sotto i cieli di Corigliano-Rossano passerà tra le pagine di questa lunga storia della Sibaritide come il venerdì nero della protesta. Tre focolai di vibrante malumore hanno campeggiato nella città bizantina, come mai se n’erano visti prima. Nel centro storico, le donne in piazza davanti al municipio per protestare contro il cronico disservizio idrico; per lo stesso motivo, allo Scalo, nel quartiere Viale Margherita, un intero rione è sceso per strada, mentre sui tetti della scuola media Roncalli-Levi gli ex operai del servizio verde pubblico, oggi a spasso, continuano il loro sit-in in attesa di risposte (LEGGI QUI).

Non è sicuramente la giornata più bella per la nuova grande polis della Sibaritide. E a rendere mesti gli umori è che di prospettive rosee nemmeno ce ne sono!

La protesta delle donne del Centro storico

La misura è colma, abbondante, incommensurabilmente piena. Dopo mesi e mesi di segnalazioni, di “avvertimenti”, di buoni propositi le donne del centro storico hanno detto basta. Al risveglio del quinto giorno senza nemmeno una goccia d’acqua che uscisse dai loro rubinetti e dopo aver passato primavera, estate e parte dell’autunno con un servizio a singhiozzo, hanno deciso di riunirsi e scendere davanti alle porte del Municipio per confrontarsi con gli Uffici ed il Commissario prefettizio e chiedere lumi su questa anomala ventata di siccità.

È un problema antico che la Città alta di Rossano si porta dietro da almeno due decenni e con il quale mai nessun sindaco ha avuto l’ardire ed il coraggio di confrontarsi per risolverlo. Figurarsi un commissario prefettizio, chiamato a tenere le redini del nuovo Comune con l’obiettivo di riunificare gli uffici e garantire l’ordinario. Ma il servizio idrico appartiene all’ordinario!

Non contente delle risposte ricevute e per vederci chiaro, le stoiche donne del centro storico hanno deciso di fare da sé. Perché chi fa da sé fa per tre. Ed è proprio vero. Una ventina di loro, giovani e meno giovani, si sono incamminate e a piedi hanno raggiunto il luogo in cui al Comune, stamani, avevano riferito loro che si stavano svolgendo i lavori di ripristino dell’adduttrice, che dal mare porta l’acqua in montagna (altra grandissima anomalia se si pensa che la Sila greca, sovrastante Rossano, è carica d’acqua!). Sono scese giù nel torrente Celadi e ad attenderle c’erano tre operai che con un escavatore da tre giorni stanno lavorando per individuare la falla e ripararla. Si sono alzate le maniche - le donne - e hanno dato il loro supporto, morale e di incoraggiamento, agli operai.

A Viale Margherita un rione in rivolta

Quando ritornerà l’acqua nel centro storico, nonostante la buona volontà e l’incitamento delle signore, nessuno lo sa. Sta di fatto che il mal comune della mancanza d’acqua non porta gaudio a nessuno. Allo Scalo di Rossano la musica è la stessa. Anzi, qui, i cittadini del rione Viale Margherita lamentano addirittura una carenza idrica che si protrae da almeno un anno e mezzo (VEDI SERVIZIO). E quello che rende più triste questa storia è che gli uffici comunali continuano a fare spallucce “suggerendo” ai cittadini di fornirsi di cisterne. E chi una cisterna non può permettersela? E chi ha esigenze diverse, come i disabili e gli anziani? È così la situazione è diventata così paradossale da spingere la gente in strada per lamentare i disservizi ed una situazione di degrado e disagi dilagante che passa dalla mancanza d’acqua alle discariche abusive in pieno centro in men che non si dica.

I disagi, i disservizi e un capro espiatorio che non c’è

Il vero problema, però, è che nessuno sa dare risposte. Tutti le cercano nel Municipio che – ribadiamo – dovrebbe garantire l’ordinario ma che al momento sembra distante anni luce dal capire le vere istanze della gente. Colpa della fusione? Qualcuno direbbe di sì. Ma a pensarci bene, poi, se molti di questi problemi si trascinano da anni e persino decenni come può un’entità istituzionale nuova ad aver generato tutti questi problemi in poco meno di sei mesi? La verità, forse, è che manca una guida politica della città che sappia ascoltare e recepire le istanze e anche le lamentele dei cittadini. Bisognerà pazientare ancora qualche mese per avere il primo governo civico di Corigliano-Rossano. Ma la pazienza da queste parti sembra essere davvero finita.

 

Marco  Lefosse
Giornalista

Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra...

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