Rissa tra fratelli davanti al tribunale di Palmi prima dell'udienza, arrestati

Uno è imputato nel processo in qualità di mandante del danneggiamento al portone di casa del congiunto. Coinvolte anche le famiglie. Il giudice ha disposto poi l'obbligo di firma per tutti

di Redazione
2 ottobre 2019
07:24
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In aula li attendevano per l’inizio dell’udienza, ma loro erano fuori dal palazzo di giustizia a picchiarsi di santa ragione. Scontro con finale in ospedale e fermo per due fratelli e le rispettive famiglie due giorni fa nei pressi del tribunale di Palmi. Protagonisti della vicenda sono due fratelli di Cinquefrondi, nella piana di Gioia Tauro, Michele Dieni che è imputato in processo in qualità di mandante di un danneggiamento ai danni di suo fratello Francesco Dieni. Il procedimento nasce dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia cinquefrondese Francesco Rocco Ieranò che, dopo l’arresto nell’’operazione “Saggio compagno”, inizia a collaborare con la Dda reggina e tra le tante cose che racconta anche del presunto danneggiamento al portone di casa orchestrato da Michele Dieni ai danni del fratello, pare per questioni familiari. Nel processo finiscono anche Vincenzo Papasidero, Giuseppe Bruzzese e Raffaele Giovinazzo, considerati gli esecutori materiali del fatto.

Il processo è già iniziato e, nell’udienza di due giorni fa, le difese avrebbero dovuto controesaminare il collaboratore di giustizia, ma l’imputato Michele Dieni e la parte lesa, suo fratello Francesco non ci sono mai arrivati. I due nuclei familiari, infatti, si sono incontrati e scontrati davanti ai cancelli del tribunale dandosele di santa ragione fino a dover ricorrere alle cure in ospedale. Prima, però, sono stati denunciati dai carabinieri della stazione di Palmi che sono intervenuti per sedare la rissa.

Nel pomeriggio di ieri, sono comparsi per la convalida del fermo davanti al gip palmese, con tanto di referti medici alla mano, oltre ai due fratelli anche i loro figli Fabio, Vincenzo e Rossella Dieni, e Silvana Napoli, moglie di Francesco.

Il giudice ha convalidato il fermo e disposto il processo per direttissima davanti al giudice monocratico, disponendo, inoltre, per tutti l’obbligo di firma.

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