Dissesto Reggio, “esecuzione” rimandata. Falcomatà ringrazia ma il rischio default resta

Il viceministro Laura Castelli annuncia il rinvio di un mese del termine entro il quale i Comuni devono approvare i bilanci. Coinvolta la Corte dei Conti: «Ci dica che dobbiamo fare». La città sullo Stretto tira un sospiro di sollievo ma senza soluzioni drastiche sono circa 70 le amministrazioni calabresi che vedono la bancarotta all'orizzonte. Ecco quali

di Enrico De Girolamo
27 marzo 2019
11:58
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Giuseppe Falcomatà e Laura Castelli
Giuseppe Falcomatà e Laura Castelli

La scure del dissesto si ferma a mezz’aria proprio mentre stava per piombare sul collo dei Comuni ormai prossimi al default. L’amministrazione di Reggio Calabria, che già sembrava rassegnata a perdere la “testa”, tira un sospiro di sollievo in attesa di capire se salverà la pelle, pardon, le finanze.
Il sottosegretario al ministero dell'Economia, Laura Castelli, infatti, ha comunicato l’intenzione del Governo di prorogare di un mese la scadenza dei bilanci comunali, che entro il 31 marzo dovrebbero essere approvati, pena, appunto, il dissesto. Tutto rinviato di un mese, al 30 aprile. Decisione che è stata accolta con gratitudine dal sindaco della città metropolitana calabrese e delegato Anci al Mezzogiorno, Giuseppe Falcomatà, che nelle ultime settimane ha fatto la spola con la Capitale proprio per perorare la causa reggina e, indirettamente, quella di molti altri Comuni, soprattutto al Sud, nelle stesse condizioni.

 

«Il governo ci ha appena comunicato la volontà di prorogare il termine per l’approvazione dei bilanci comunali alla fine del mese di aprile - ha affermato il primo cittadino, una volta appresa la notizia -. È un segnale positivo per la risoluzione del problema dissesto. Ringrazio il viceministro Laura Castelli che ha risposto al grido d'allarme lanciato dalla nostra città».
Per ora, però, il problema è solo rimandato, ma il rinvio è il primo tangibile segnale di attenzione verso la problematica da parte di Palazzo Chigi.
Nel motivare la decisione, il viceministro ha reso nota la lettera aperta inviata alla Corte dei Conti affinché esprima un «pare di orientamento generale» sulle conseguenze della recente sentenza della Corte Costituzionale, la numero 18 del 2019, che ha dichiarato l’illegittimità dei piani di riequilibrio finanziario in essere, che prevedano la rateizzazione dei debiti su base trentennale, introdotta nel 2016 dal governo Renzi.
La decisione della Consulta ha mandato nel panico tutte quelle amministrazioni che avevano già evitato il default spalmando i loro debiti sui tre decenni futuri. In Calabria sono circa una settantina i Comuni a rischio bancarotta (come avevamo già scritto QUI) a causa di questo dietrofront normativo, a cominciare appunto da Reggio, per cui il dissesto è cosa certa se non ci saranno novità che possano disinnescare la sentenza della Corte costituzionale. “Novità” che ora Castelli sembra chiedere alla Corte dei Conti, lanciando la palla nel suo campo di gioco.

 

«La Consulta - scrive la vice del ministro Tria nella sua lettera ai giudici contabili - ha evidenziato, tra l’altro, che “la lunghissima dilazione temporale finisce per confliggere anche con elementari principi di equità intergenerazionale”. Non è possibile, in altre parole, trasferire il debito presente alle generazioni future. Il limpido ragionamento della Corte deve ora, però, trovare la sua attuazione pratica, in modo tale da poter essere applicata ai Comuni italiani interessati da questa pronuncia, che può avere rilevanti effetti sull’approvazione dei bilanci per l’anno 2019, con potenziali rischi di dichiarazioni di dissesto». Il sottosegretario, dunque, non ipotizza alcuna soluzione, ma si limita a chiedere alla Corte dei Conti «un parere di orientamento, affinché si possa giungere ad una applicazione corretta e puntuale della sentenza n. 18/2019».
«Si rende necessario - scrive più avanti il viceministro - garantire agli amministratori locali un indirizzo chiaro ed univoco, al fine di rispettare integralmente il sapiente dettato della Corte Costituzionale, senza dover attendere tempi lunghi o peggio incorrere in danni irreparabili. Anche per questo, il Governo ritiene di proporre in Conferenza Stato-Città lo slittamento di un mese per l’approvazione dei bilanci da parte dei Comuni interessati, al fine di consentire a tutti i livelli istituzionali di recepire il contenuto della già citata sentenza n. 18/2019 della Corte Costituzionale».

 

Parole che, a dire il vero, sembrano più orientate ad assorbire l’urto delle conseguenze sull’opinione pubblica dei dissesti all’orizzonte, sollecitando una presa di posizione ufficiale da parte della Corte dei Conti, che probabilmente non potrà fare altro che rimarcare quanto già deciso dai giudici costituzionali. Ma tanto è bastato al sindaco Falcomatà per affermare che gli «auspici per una possibile soluzione sono assolutamente positivi».
«La missione ad oggi non può dirsi del tutto compiuta - ha aggiunto il sindaco – ma è un'ottima notizia per noi, che lascia presagire la volontà da parte del Governo di risolvere la questione, consentendoci di approvare in sicurezza il bilancio».
Si vedrà, per ora la parabola della mannaia si è arrestata e resterà così, sospesa a mezz’aria, per un altro mese.

 

Enrico De Girolamo

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