Operazione “Iris”, l'ex assessore Nociti accusato di voto di scambio con il clan Alvaro

Candidato alle elezioni del 2014 con la lista Oliverio Presidente, secondo gli inquirenti avrebbe fornito favori per assicurarsi l'appoggio della consorteria di Sinopoli

di Redazione
25 settembre 2018
20:19
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C'è anche Vincenzo Nociti, ex consigliere comunale di Reggio Calabria ed ex assessore alla Pubblica istruzione tra gli indagati dell'inchiesta Iris condotta contro il clan Alvaro di Sinopoli.
Nociti è indagato per il reato di corruzione elettorale insieme a Giuseppe La Capria, Rocco Surace, Raffaele Alvaro e Rocco Calabrò. Sarebbe lui il candidato alle regionali del 2014 che "per ottenere a proprio vantaggio sostegno elettorale da Raffaele Alvaro e Rocco Calabrò, componenti della cosca di Sinopoli, offriva o prometteva di offrire utilità al clan;  in particolare Rocco Surace, e Giuseppe La Capria organizzarono una riunione riservata presso l'abitazione di Palmi del primo tra il candidato Nociti ed esponenti del clan Alvaro; Surace si preoccupava di tenere i contatti l'organizzazione dell'incontro con il candidato, mentre La Capria predisponeva la trasferta da Sinopoli dei referenti del clan, evitando il contatto diretto col boss Raffaele Alvaro, e mediando i contatti telefonici con il "telefonista" Rocco Calabrò”.

 

Come riportato nel capo di imputazione “già durante la campagna elettorale, Vincenzo Nociti si poneva a completa disposizione del clan Alvaro, interessandosi fattivamente delle condizioni di salute di Antonio Alvaro, classe 1961 (in quel periodo ricoverato presso l’ospedale riuniti di reggio calabria per una patologia tumorale) tenendo contatti con i sanitari che lo avevano in cura. E pur non conoscendolo, recandosi a trovarlo durante il ricovero nella consapevolezza che già quell’atto di solidarietà sarebbe stato sintomatico della “serietà” del suo impegno alla futura realizzazione degli interessi degli Alvaro”.

 

Stando all'indagine della Dda dello Stretto "nel corso dell'incontro fu raggiunto un accordo tra il politico Nociti (consapevole della circostanza che i soggetti  che si impegnavano a reclutare i suffragi erano intranei a consorteria di tipo mafioso) e i componenti del sodalizio mafioso che si impegnarono al sostegno elettorale e al procacciamento dei voti non solo a Sinopoli, ma anche nella zona Ionica in cambio dell'erogazione di favori da parte del politico".

 

Nelle elezioni del 2014, Vincenzo Nociti era candidato nella lista Oliverio Presidente nella circoscrizione Calabria Sud e, con1899 preferenze, non fu eletto. I fatti contestati dalla Dda risalgono al 2014 ed ebbero luogo tra Palmi e Sinopoli.

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