Ragazza investita e abbandonata a Corigliano-Rossano: caccia all’auto pirata

La donna lunedì sera stava facendo rientro a casa quando una macchina l’avrebbe travolta e scaraventata in mezzo alla carreggiata. Il conducente sarebbe sceso dall’auto e l’avrebbe lasciata ai bordi della corsia

di Marco  Lefosse
27 novembre 2019
10:58
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Investita e poi abbandonata a bordo strada. È questa la triste storia di cui è stata protagonista una sedicenne libanese che lo scorso lunedì 25 novembre sera, proprio sul finire di quella giornata dedicata all’eliminazione delle violenze sulle donne, è stata travolta da un’auto pirata in transito lungo la vecchia statale 106 tra il centro abitato di Cantinella ed il bivio stradale per San Demetrio Corone e l’Arberia, nel comune di Corigliano-Rossano.

Probabilmente stava rientrando a casa quando la giovane donna è stata investita dall’auto. L’impatto è stato violento ma per fortuna non fatale: la ragazza pare stesse camminando ai margini della strada, quando è stata colpita in pieno ed il suo corpo balzato in mezzo alla carreggiata. La macchina pirata si sarebbe fermata poco più in là e la persona (o le persone) a bordo sarebbe scesa e ritornata a piedi sul luogo dell’impatto.

Una storia di omissione di soccorso e indolenza sociale

I fatti. È buio pesto, la ragazza è distesa a terra, non dà segni di vita. Il suo corpo sull’asfalto è illuminato solo dai fari delle altre macchine che continuano a procedere veloci lungo il trafficato tratto di strada. Nessuno si ferma. Solo chi l’ha investita – secondo il racconto della vittima agli inquirenti - è lì e potrebbe e dovrebbe soccorrerla. E invece, il corpo della donna sarebbe trascinato per un braccio, adagiato a bordo strada e abbandonato lì. Quel tratto di strada non è illuminato. Nessuno vede nulla. Passa qualche decina di minuti, la giovane, che dopo l’impatto è svenuta, riprende i sensi e, come può, ancora stordita, si attacca al telefono e chiama subito aiuto. 

Sul posto arriva immediatamente l’ambulanza del 118 e subito dopo la pattuglia della Polizia locale con a bordo gli agenti Vincenzo Piraino e Gianpaolo Farfalla. Sono loro che raccolgono i fatti di una storia che non solo parla di omissione di soccorso, reato per il quale – una volta individuati - i responsabili dovranno rispondere alla Legge, ma che fa emergere una latente e preoccupante indifferenza e indolenza sociale.

Un tratto di strada percorso da miglia di auto

Quel tratto di strada è frequentato giornalmente da migliaia di macchine, considerato che rappresenta uno dei passaggi obbligati che congiungono il territorio della terza Città della Calabria al resto della provincia, eppure nessuno – da quanto avrebbe raccontato la stessa ragazza agli inquirenti -  pare abbia visto (almeno fino ad oggi) una persona distesa a terra in mezzo alla strada che avrebbe avuto bisogno di aiuto, mentre una o più persone trascinavano quel corpo a bordo strada per lasciarlo lì, al suo destino.

Indaga la Polizia locale di Corigliano-Rossano

Intanto il comando della Polizia locale di Corigliano-Rossano, guidato dal comandante Arturo Levato, prosegue le indagini per risalire ai responsabili. Pare che l’auto pirata fosse di colore nero ma non si hanno ulteriori informazioni. Da qui l’appello, che sta facendo tam tam sui social, affinché chiunque in quel tardo pomeriggio di lunedì scorso si fosse trovato a transitare lungo la strada e avesse visto qualcosa, segnali alle forze dell’ordine.

Intanto, quella giovane donna libanese che per un lungo momento si è vista in faccia la morte, inizia a stare meglio ma questa storia qui la segnerà per sempre.           

Marco  Lefosse
Giornalista

Sono Marco Lefosse, classe 1982. Giornalista pubblicista dal 2011 e Idealista nel DNA. Appena diciottenne scrivo alcuni brevi contributi sulla nuova esperienza della giovane destra...

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