Devastato da un incendio, il sindaco chiude il supermercato appena riaperto

VIDEO | Aveva riaperto la mattina dell'8 agosto. Il giorno successivo le attività sono state interrotte nuovamente dopo l'arrivo degli agenti della polizia locale, i quali hanno reso noto che l'ordinanza di chiusura emessa dal primo cittadino dopo il rogo non è stata ritirata

di Francesca  Lagatta
11 agosto 2019
14:40
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Appena dieci giorni dopo il vasto incendio di origine dolosa che la notte del 29 luglio scorso ha devastato il primo piano dello stabile, gli imprenditori praiesi Giorgio e Stefano De Rosa avevano riaperto il supermercato al pian terreno in tempi record per ridare lavoro ai circa 45 dipendenti. Vigili del fuoco e ingegneri hanno lavorato notte e giorno per effettuare tutti i controlli e produrre la documentazione che attestasse lo stato di agibilità. Ma due giorni fa, all'inizio del week-end più più affollato dell'anno nella Riviera dei Cedri, i De Rosa sono stati costretti ad abbassare di nuovo le serrande, subendo danni forse ancora più gravi di quelli provocati dal gesto vile messo a segno da malviventi che a distanza di due settimane, pur avendo agito a volto scoperto, non hanno ancora una identità.

Il ruolo del sindaco

Dopo numerosi annunci, il supermercato ha riaperto la mattina dell'8 agosto e per 36 ore fila tutto liscio come l'olio. Venerdì pomeriggio, invece, le consuete attività vengono interrotte dopo l'arrivo degli agenti della polizia locale, i quali rendono noto che l'ordinanza di chiusura emessa dal sindaco dopo l'incendio, è ancora valida perché non è stata ritirata, nonostante una fitta documentazione contenente le autorizzazioni per la riapertura. Il primo cittadino Antonio Praticò contesta che tale documentazione, stilata dagli esperti, non risulti negli uffici del Servizio Tecnico Regionale, ex Genio civile. Di qui, la decisione di bloccare le attività.

La polemica

Al di là della effettiva competenza dell'ufficio a cui si fa riferimento, e di cui si sta discutendo in queste ore, molti cittadini hanno visto nel comportamento del quattro volte sindaco di Praia a Mare una sorta di mala fede. Perché aspettare la riapertura del negozio, ampiamente annunciata, per impedire il prosieguo delle attività? Perché farlo 36 ore più tardi, e in pieno giorno, quando titolari hanno già prenotato tonnellate di merci da esporre in negozio? Sarà stato un modo, ha azzardato qualcuno, per interrompere la copertura finanziaria di una eventuale polizza assicurativa strettamente legata all'episodio dell'incendio e di fatto svanita con la riapertura?

I rischi

Secondo il parere di alcuni tecnici, per portare a termine il nuovo iter burocratico occorreranno dei giorni, forse delle settimane. Nel frattempo il mese più proficuo e affollato dell'anno sarà passato, molti prodotti andranno in scadenza e le perdite potrebbero diventare tali da non consentire più il prosieguo delle attività, o, nel migliore dei casi, di generare un esubero del personale. Per i lavoratori queste sono ore drammatiche e un'intera comunità si chiede perché non si sia agito diversamente.

La protesta sui social

A Praia a Mare la famiglia De Rosa è molto conosciuta, perché da decenni è attiva nel mondo dell'imprenditoria e nel settore del sociale. Le varie attività danno lavoro a numerose persone del posto, salvando, di fatto, un'economia locale messa in ginocchio da scelte scellerate e da una politica incapace di difendere il proprio territorio. Fino all'inizio degli anni 2000, la cittadina vantava il reddito pro-capite più alto dell'intera provincia di Cosenza. Poi, è cominciato un lungo ed inesorabile declino che ha visto chiudere, in successione, decine di negozi, uffici, fabbriche e persino l'ospedale, oggetto tra l'altro di vergognosa speculazione. In questo scenario, Giorgio e Stefano De Rosa rappresentano uno straordinario esempio di imprenditoria virtuosa e per questo sui social, nelle ultime ore, sono molti gli utenti schierati a loro favore e che hanno esternato molte perplessità sulla vicenda.

 

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Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.
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