Sul porto di Diamante ritardi da 20 anni, il sindaco chiede i danni alla Regione

Il primo cittadino Gaetano Sollazzo, dopo l'ennesimo rinvio, sbotta: «La burocrazia è il cancro di questa terra»

di Francesca  Lagatta
lunedì 11 febbraio 2019
16:23
56 condivisioni

«Da calabrese mi vergogno di essere rappresentato da questa burocrazia regionale. In Calabria il cancro non è la politica, è la burocrazia. È un muro di gomma che non si riesce ad abbattere e se siamo in queste condizioni e se abbiamo quello spettacolo vergognoso qui a Diamante, lo dobbiamo soprattutto a questa burocrazia che non riesce a decidere. Anzi, che decide di non decidere». Lo ha affermato questa mattina il sindaco di Diamante, Gaetano Sollazzo, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nelle sale del municipio cittadino. A scatenare l'ira del primo cittadino, i continui ritardi dei dirigenti calabresi chiamati a risolvere l'annosa questione del porto. La vicenda ruota attorno a una società privata aggiudicataria nel 1999 dei lavori pubblici per la realizzazione dello scalo, che, nonostante siano passati 20 anni, non ha mai preso forma.

La mancata visita di Irritano e Pallaria

Lo scorso 5 dicembre, ancora una volta lo stesso ente regionale aveva invitato la ditta concessionaria, a voler procedere con i lavori entro e non oltre 30 giorni. Ma una volta scaduto il termine, il primo cittadino diamantese aveva a sua volta invitato l'ingegnere Domenico Pallaria e il nuovo direttore del rup, Giuseppe Irritano, a visitare l'area portuale su cui dovrebbe sorgere l'opera e che invece versa in pessime condizioni. I due dirigenti regionali avrebbero però declinato l'invito per incontrare preventivamente i legali dell'avvocatura di Stato e capire come procedere, dal momento che l'amministrazione comunale chiede da tempo la risoluzione del contratto sottoscritto tra la Regione e la società privata. Ma anche al successivo incontro, fissato qualche giorno più tardi, Pallaria e Irritano avrebbero dato forfait facendo sapere all'ultimo momento di non poter incontrare l'amministrazione comunale diamantese. Il sindaco Sollazzo non ha mandato giù l'ennesimo rinvio e a quel punto ha deciso di reagire e provare a smuovere una situazione di stallo che «va avanti da troppi anni».

Chiesto il risarcimento danni

Una cifra che possa in qualche modo risarcire i danni, principalmente di immagine, subiti dalla città di Diamante in tutti questi anni. È questa la motivazione che ha spinto l'amministrazione comunale ad avanzare la richiesta tramite il legale incaricato. La Regione Calabria è stata già informata grazie a una missiva dello scorso 8 febbraio, con cui la compagine di Sollazzo tenta un'ulteriore mediazione chiedendo un incontro risolutore fissato al prossimo 26 febbraio.

Le richieste di aiuto al procuratore Nicola Gratteri

Ma non è tutto. Durante la conferenza, Gaetano Sollazzo ha dichiarato che prossimamente invierà tutta la documentazione relativa alla vicenda del porto all'Anac, l'autorità nazionale anticorruzione. Inoltre, ha manifestato l'intenzione di incontrare il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri. «Sono molto contrario a trascinare le vicende amministrative nelle procure - ha detto ancora il primo cittadino -, ma siamo costretti nostro malgrado a rivolgere agli unici uffici della Calabria che riescono ad essere ancora credibili».

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti:

Francesca  Lagatta
Giornalista
Francesca Lagatta è nata a Praia a Mare l’11 aprile del 1985. Dopo molteplici esperienze con la stampa locale, nel 2011 approda dapprima ad Hi Tech Paper del giornalista Leonardo Lasala, poi ad Alganews, il quotidiano on line diretto dal giornalista Rai Lucio Giordano. È in questo periodo che si forma come giornalista di inchiesta. Nel 2014 è nella redazione calabrese di Notìa, poi è la volta de L’Ora siamo Noi, La Provincia di Cosenza e una piccola parentesi televisiva nel programma Perfidia, al fianco della giornalista Antonella Grippo. Scrive ancora per Identità Insorgenti, L’Ora di Palermo, Echi dal Golfo, Diogene Moderno. Nel 2015 sottoscrive un contratto con l’agenzia Kika Media Press, scrive di cronaca su La Spia Press e di inchiesta su La Spia, il portale del giornalista Paolo Borrometi. Successivamente diventa inviata e addetta di Rete L’Abuso, il più grande osservatorio nazionale di crimini commessi in ambienti clericali, collabora per un breve periodo per Radio Siani e poi viene ingaggiata come corrispondente per Cronache delle Calabrie, diretto da Paolo Guzzanti. Nel giugno del 2017 fonda una agenzia pubblicitaria, la Famnews & Com, e diventa direttrice responsabile della nuova testata giornalistica calabrese di inchiesta La Lince. A gennaio 2018 i suoi articoli vengono pubblicati sul settimanale statunitense Harbor News, mentre qualche mese più tardi è il giornale italo canadese Grandangolare ad annoverarla tra i suoi collaboratori. Sulle riviste nazionali ha firmato per i settimanali Cronaca in diretta e Tutto. Dall’agosto del 2018 è corrispondente per LaC News24.   Dal luglio del 2017 compare nell’elenco nazionale dei giornalisti minacciati stilato dall’autorevole sito Ossigeno per L’informazione. Nella sua breve carriera ha già ricevuto cinque premi per le sue inchieste giornalistiche, assegnati da tre diverse regioni del sud Italia: Sicilia, Calabria e Basilicata. Si occupa in prevalenza di 'ndrangheta, sanità, massoneria, politica, pedofilia e corruzione, ma il suo tarlo è la denuncia sociale.

guarda i nostri live stream

Iscriviti alla newsletter

Se vuoi ricevere gratuitamente tutte le notizie sulla Calabria lascia il tuo indirizzo email nel box sotto e iscriviti: