Dai pentiti ai maxi processi, il cancelliere testimone della storia di Reggio

VIDEO | Francesco Riggio lascia l’incarico dopo quasi 30 anni di servizio alla Corte d’Appello della città dello Stretto. Dalle verbalizzazioni con le penne alla macchina da scrivere sino al computer, ha attraversato epoche difficili: «I miei amici li vidi dentro le gabbie»

di Consolato Minniti
19 agosto 2019
16:21
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Franco Riggio
Franco Riggio

È l’ora del pensionamento per una delle colonne portanti del distretto giudiziario di Reggio Calabria. Francesco Riggio, fra pochi giorni, lascerà ufficialmente il suo incarico alla Corte d’Appello. Lui che aveva iniziato a lavorare al Comune reggino, poi, d’improvviso, si trovò al cospetto del presidente Viola. Dai processi per amnistia ai “maxi” il passo fu brevissimo. E proprio Riggio fu colui che, per primo, utilizzò la macchina da scrivere per verbalizzare i processi al posto della classica penna. Oggi il decano dei cancellieri reggini si racconta in questa lunga chiacchierata, dove non mancano emozioni, ricordi e aneddoti.

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Consolato Minniti
Giornalista
Consolato Minniti nasce a Reggio Calabria nel 1983. Sin da bambino mostra la sua passione per il giornalismo, rubando la macchina da scrivere alla mamma, per passare intere ore a imprimere sui fogli bianchi i suoi primi articoli “a colonne”.   La seconda guerra di ‘ndrangheta, vissuta negli anni dell’infanzia, lo porta a confrontarsi sin da subito con la piaga della criminalità organizzata. Durante uno dei tanti agguati, riesce a portarsi in salvo appena in tempo con la sua famiglia, prima che la scarica di piombo finisca una delle vittime predestinate, proprio davanti all’uscio di casa sua. È per questo che le letture approdano presto ai quotidiani locali e nazionali.   Inizia a collaborare a 19 anni con “Il Domani”, ma è nel 2006 che avvia la sua prima vera esperienza giornalistica di livello con il quotidiano “Calabria ora”. Dapprima collaboratore per la città di Reggio Calabria, un anno dopo diviene redattore ordinario e avvia il percorso che lo vede protagonista sino ad oggi, ossia quello riguardante la cronaca nera e giudiziaria. È quello il settore al quale decide di dedicarsi, consapevole del fondamentale ruolo giocato dal giornalismo d’inchiesta nel contrasto alla ‘ndrangheta.   Nel 2012 viene nominato caposervizio della redazione di Reggio per “Calabria ora”, ruolo che conserva sino alla chiusura del quotidiano nel frattempo divenuto “L’Ora della Calabria”. Nel 2014 approda al “Garantista”, sempre con la qualifica di caposervizio. Collabora con testate nazionali quali “L’Espresso” e “L’Avvenire”.
Lacnews24.it
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